«Chiuso in un hotel, non si può uscire»

Mile Ivanov, operaio 38enne di Bellinzona, da giorni è bloccato all'aeroporto di Abu Dhabi. La sua vacanza in Thailandia è ormai un lontano ricordo.
BELLINZONA - Avrebbe dovuto ricominciare a lavorare oggi, lunedì 2 marzo, dopo un mese in Thailandia. Vacanze che il 38enne di Bellinzona Mile Ivanov si era meritato a suon di duro lavoro e di tanti straordinari come frigorista. Da venerdì però l'operaio si trova "imprigionato" in un hotel all'interno dell'aeroporto di Abu Dhabi, dove avrebbe dovuto semplicemente fare uno scalo per poi rientrare in Europa. «Il grande problema è non sapere assolutamente nulla su quando potremo tornare a casa».
Escalation – Ivanov come circa altri 900 turisti svizzeri è bloccato negli Emirati Arabi. La zona mediorientale è presa d'assalto dai missili iraniani in risposta ai bombardamenti di Stati Uniti e Israele. «Quella degli ultimi giorni è stata un'escalation impossibile da prevedere. Mi trovo in un hotel in cui, secondo le autorità, la situazione dovrebbe essere tranquilla. Abbiamo colazione, pranzo e cena. Non si può uscire però. C'è la polizia che ti blocca».
I messaggi d'allarme sul telefonino – Il 38enne di Bellinzona sta vivendo ore interminabili. «Ogni tanto arriva qualche messaggio di allarme sul telefonino. A quel punto vieni messo un po' sull'attenti. Non è piacevole. Allo stesso tempo sai che puoi fare davvero poco. Cerco di stare calmo. In mezzo a questa disavventura ho anche conosciuto delle belle persone. Ad esempio una coppia di Como. Mangiamo insieme e parliamo spesso. Ci si fa coraggio».
DFAE molto sollecitato – Non si sa al momento quando e come lo spazio aereo nella regione mediorientale sarà riaperto. Intanto il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sta rispondendo a centinaia di telefonate. Il servizio nelle scorse ore è stato ulteriormente potenziato, anche perché oltre ai 900 viaggiatori occorre prestare assistenza anche ai circa 5'000 elvetici che in quelle zone ci abitano.
Pazienza – «Io ho scritto anche all'agenzia presso cui avevo acquistato i biglietti – sottolinea il 38enne –. E anche alla compagnia aerea. Ma se lo spazio aereo non viene riaperto, bisogna solo munirsi di tanta pazienza e basta».
C'è chi inizia ad andare in panico – Pazienza che non tutti sembrano avere. «Noto che alcune persone iniziano a cedere dal punto di vista emotivo – riprende il nostro interlocutore –. C'è chi deve prendere medicine giornaliere e le sta finendo. E quindi non sa come fare se l'attesa dovesse prolungarsi. Altre persone si stanno agitando. Altre ancora hanno attacchi di panico. Non tutte le reazioni sono uguali».
«Si vive ora per ora» – Per Ivanov le spiagge della Thailandia sono ormai un lontano ricordo. «Non vedo l'ora di tornare in Ticino dai miei cari. Devo ringraziare anche il mio datore di lavoro. L'ho sentito molto toccato. Ha capito la situazione. Mi ha detto di non preoccuparmi. Negli scorsi giorni si sentivano i boati delle esplosioni. Oggi per fortuna sembra esserci più calma. Qui ormai si vive ora per ora».




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