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Media, spiraglio tra editori e sindacati su un futuro contratto collettivo

L'associazione ticinese dei giornalisti: «Accettato un accordo settoriale non vincolante, pensato come base per arrivare entro tre anni a un vero contratto»
Foto Tipress
Fonte Associazione ticinese dei giornalisti
Media, spiraglio tra editori e sindacati su un futuro contratto collettivo
L'associazione ticinese dei giornalisti: «Accettato un accordo settoriale non vincolante, pensato come base per arrivare entro tre anni a un vero contratto»

LUGANO - L’Associazione ticinese dei giornalisti (ATG), riunitasi in assemblea ieri (9 maggio) al Centro Cittadella di Lugano, ha riacceso i riflettori sulla situazione dei media cantonali, alle prese con incertezze e profondi cambiamenti strutturali. L’assemblea ha approvato all’unanimità una risoluzione che richiama l’attenzione su tre temi ritenuti centrali per il futuro dell’informazione, ribadendo il ruolo fondamentale dei media nel dibattito pubblico e democratico.

Sostegno ai media locali
Nel documento, l’ATG sollecita il Gran Consiglio ticinese a dare seguito alla mozione approvata lo scorso settembre per sostenere i media locali. A gennaio, il Consiglio di Stato ha presentato un messaggio volto a definire un aiuto alla “stampa stampata regionale”, indicando tra le testate interessate il Corriere del Ticino, laRegione, la Rivista di Lugano, l’Informatore e la Tessiner Zeitung. L’associazione invita il parlamento cantonale a concretizzare rapidamente questo sostegno, definito urgente per la sopravvivenza delle testate locali.

RSI e rispetto del voto popolare
Un secondo punto riguarda il futuro della RSI alla luce dell’esito della votazione federale dell’8 marzo, quando popolo e cantoni hanno respinto l’iniziativa “200 franchi bastano”. Secondo l’ATG, il risultato deve riflettersi nelle prossime decisioni politiche, in particolare nella definizione della nuova concessione SSR, di competenza del Consiglio federale.

L’associazione sottolinea come «il piano di risparmi avviato dall’azienda radiotelevisiva, necessario per far fronte alla riduzione del canone a 300 franchi, comporterà circa 900 soppressioni di posti di lavoro a livello nazionale, di cui un centinaio alla RSI». Una ristrutturazione che, si legge nella risoluzione, non deve penalizzare le minoranze linguistiche. La chiave di riparto interna dovrà quindi mantenere le stesse proporzioni del passato, in linea con il principio di federalismo più volte ribadito durante la campagna di voto. L’ATG invita il mondo politico e associativo a vigilare affinché gli impegni assunti non vengano disattesi.

Accordo settoriale per preparare il terreno al contratto collettivo di lavoro
Infine, l’assemblea ha affrontato il tema delle condizioni di lavoro nel settore giornalistico. Da oltre vent’anni, in Svizzera tedesca e italiana manca un contratto collettivo di lavoro. Dopo numerosi tentativi falliti, nelle ultime settimane si è aperto uno spiraglio tra editori e sindacati con l’accettazione di un accordo settoriale non vincolante, pensato come base per arrivare entro tre anni a un vero contratto collettivo.

Stipendio minimo di ingresso tra 5'300 e 5'800 franchi
L’accordo prevede uno stipendio minimo d’ingresso compreso tra 5’300 e 5’800 franchi per i giornalisti formati, mentre per gli stagiaires la retribuzione media dovrebbe situarsi tra 3’000 e 3’500 franchi mensili, su 13 mensilità. Sono inoltre previste compensazioni specifiche per il lavoro notturno e domenicale. Resta invece irrisolta la questione dei freelance, per i quali continuano a valere le pratiche adottate dalle singole redazioni.

L’ATG chiede che questo accordo venga applicato concretamente anche in Ticino, invitando gli editori ticinesi, rappresentati da Stampa Svizzera, ad agire rapidamente in questa direzione.

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