«Per Blatten bastarono poche settimane. Qua sono passati due anni»

Il Consiglio di Stato risponde alla consultazione sull'aiuto federale per i Comuni colpiti dal maltempo nell'estate 2024. «È essenziale e necessario» ma «non nascondiamo il nostro malcontento per la lentezza»
BELLINZONA - Un aiuto finanziario supplementare da parte della Confederazione, per far fronte ai pesanti danni provocati dal maltempo dell'estate 2024 - in particolare nei comuni di Cevio e Lavizzara -, è «essenziale e necessario». Ma, considerando il tempo trascorso dagli eventi, è anche in forte ritardo. A dirlo e il Consiglio di Stato che, rispondendo alla consultazione del Consiglio federale, non ha fatto segreto della propria insoddisfazione per il tempo perso.
«Non nascondiamo il nostro malcontento per la lentezza e le complicazioni amministrative che caratterizzano lo stanziamento di questi fondi supplementari, i quali ammontano complessivamente per tutta la Svizzera a meno di 20 milioni di franchi, una cifra del tutto esigua rispetto al budget della Confederazione», scrive il governo ticinese, spiegando che i comuni colpiti «si trovano già oggi in una situazione finanziaria fragile e necessitano di aiuti rapidi e concreti per poter far fronte alle spese già in corso». Spese a cui, senza il sostegno della Confederazione, «non sarebbero in grado di far fronte».
«Per Blatten bastarono poche settimane»
Il parallelo tracciato a Palazzo delle Orsoline è quello con la situazione d'emergenza che si è creata a Blatten. La Legge federale con cui è stato istituito un contributo di solidarietà di 5 milioni di franchi per la popolazione del villaggio della Lötschental, distrutto da una frana, «è stata approvata nel giro di poche settimane, mentre per gli eventi del 2024 ci troviamo ancora oggi, a due anni dagli eventi, nella fase di consultazione della Legge. Questa disparità di trattamento deve essere colmata al più presto», sottolinea l'esecutivo ticinese, invitando ad accelerare «considerevolmente» la procedura di approvazione della legge.
Tornando quindi alle cifre, dei 17 milioni di franchi che Berna ha in previsione di stanziare, sono 10 quelli destinati ai due comuni ticinesi. E i fondi, lo ricordiamo, sono destinati, come precisato nella suddetta legge, al ripristino della situazione precedente al maltempo. Ma «l’evento del giugno 2024 in alta Vallemaggia - ricorda il Consiglio di Stato - è stato di portata eccezionale: in alcuni settori la morfologia del territorio risulta profondamente modificata e gli interventi previsti non potranno consentire un ritorno esatto alla situazione precedente».
Non solo, va pure «considerato che le attuali esigenze in termini di tecnica e sicurezza definiti da Cantone e Confederazione differiscono sensibilmente da quelle vigenti al momento della realizzazione delle infrastrutture distrutte» e di conseguenza «tali elementi dovranno pertanto essere adeguatamente presi in considerazione nell’interpretazione della nozione di ripristino e nell’apprezzamento dei progetti portati avanti dai Comuni e che sia garantita la necessaria flessibilità nella realizzazione delle opere previste».
Questo perché, «i costi relativi a diversi progetti finora trasmessi rappresentano allo stato attuale soltanto stime provvisorie, poiché molti di essi non si trovano ancora in una fase avanzata di elaborazione, ma sono tuttora nelle fasi iniziali di sviluppo». E «fondamentale» è per il Cantone che «il calcolo del sussidio federale possa basarsi sui costi effettivamente sostenuti dai Comuni». E che «al fine di garantire una parità di trattamento equa e omogenea tra i diversi Cantoni, i sussidi federali e cantonali concessi siano considerati secondo criteri uniformi per tutti i Cantoni, così da permettere un confronto oggettivo e corretto dei costi residui che ciascun Comune sarà chiamato a sostenere».



