Casse malati, la ricetta di Ostinelli: «Tre anni a 140 franchi al mese. Poi premi fissi a 350»

Il medico e deputato indipendente ha depositato due mozioni: «La prima per fermare l'emorragia finanziaria. La seconda per costruire la sanità ticinese dei prossimi decenni»
MENDRISIO - «Ho in testa un modello di cassa malati sostenibile che annuncerò più avanti. Ma al momento serve che chi è in difficoltà possa tirare il fiato e possa optare per una assicurazione internazionale come ho fatto io». Ne aveva parlato qualche settimana fa, proprio su queste colonne, il medico e deputato Roberto Ostinelli, spiegando la sua scelta di non pagare la cassa malati. Scelta che lo ha portato davanti al pretore, con tanto di sentenza di fallimento. Oggi, lo stesso ha depositato due mozioni sul tema: una per una moratoria per consentire in Ticino un'assicurazione internazionale e l'altra per il progetto pilota di «assicurazione innovativa».
La moratoria: «Circa 140 franchi al mese per fermare il salasso»
L'obiettivo del primo atto parlamentare è quello di «fermare per tre anni il salasso della LAMal in Ticino, permettendo a giovani, lavoratori e famiglie del ceto medio di assicurarsi con compagnie internazionali vigilate dalla FINMA/EIOPA» a circa 140 franchi al mese, «liberando fino a 10'000 franchi all'anno per ogni economia domestica».
«Quando una famiglia del ceto medio, esclusa per pochi franchi dai sussidi RIPAM, vede sparire fino a un quinto del proprio stipendio per pagare la cassa malati proprio mentre i figli diventano adolescenti, l'equilibrio domestico si spezza. I genitori sono costretti a un duplice lavoro, vivono in uno stato di stress e ansia cronica e non hanno più tempo né energie per seguire i figli», afferma Ostinelli nel motivare la sua proposta che, precisa, «non propone strappi incostituzionali» sul piano giuridico.
Il deputato indipendente cita tre strumenti previsti dalla legge federale: l’attivazione dell’articolo 59b della LAMal, che consente ai Cantoni di chiedere a Berna progetti pilota triennali in deroga per contenere i costi e sperimentare nuovi modelli assicurativi e la modifica transitoria della legge cantonale di applicazione «per sospendere per tre anni le affiliazioni coatte d’ufficio».
Inoltre, Ostinelli parla anche del «saldo positivo per i malati cronici e le casse dello Stato», in quanto chi aderirà volontariamente alla moratoria rinuncerà ai sussidi RIPAM «ed eventualmente se ritenuto necessario dall’autorità cantonale potrà versare un piccolo contributo di solidarietà cantonale destinato a un fondo di compensazione». «Ora il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio dovranno scegliere entro 3 mesi se difendere gli interessi dei colossi delle casse malati o la sopravvivenza economica e sociale delle famiglie ticinesi».
La seconda fase: «Un premio stabile di 350 franchi al mese»
Conclusa la prima fase triennale, la seconda proposta (contenuta nella seconda mozione) è l'istituzione, quale progetto pilota cantonale di un "Modello Assicurativo Innovativo e Responsabilizzante" pensato per riaccogliere tutti gli assicurati al termine della moratoria e offrire alla popolazione attiva un premio stabile di 350 franchi al mese» con una variante base di 300 franchi al mese.
Ma come funziona il modello proposto da Ostinelli? In primis, la proposta distingue un «Modello ticinese fino all'età pensionabile» basato su tre pilastri. Il primo è il medico di famiglia che «torna al centro senza burocrazia». Al medico curante scelto dal cittadino vengono versati 500 franchi all'anno in quota fissa «garantendo al paziente visite e consulti illimitati e liberando il medico dalla schiavitù della fatturazione al minuto del TARDOC». Il secondo è un "budget salute personale" cumulabile negli anni mediante l'accredito di 500 franchi all'anno «su un conto salute individuale». E «chi ha uno stile di vita sano e non spende non li perde».
Infine vi è la copertura integrale per eventi gravi e ospedalieri, con i restanti 3'200 franchi annui che «garantiscono la copertura assicurativa completa oltre la franchigia di 2'500 franchi».
Per quanto riguarda invece la fase dopo la pensione, il deputato indipendente propone un «fondo fiscale progressivo ed etica della cura secondo natura». Nel dettaglio, leggi alla mano, si chiedono modifiche su due fronti: un sostegno cantonale basato su redditi e imposte, con un fondo cantonale da 115 milioni (alimentato dal risparmio sui sussidi RIPAM) e il «principio della proporzionalità terapeutica». «Curare nel fine vita ─ afferma Ostinelli ─ non deve significare accanimento terapeutico per allungare artificialmente la sopravvivenza biologica di pochi giorni con macchinari e farmaci milionari che aumentano le sofferenze».
Partner assicurativo a concorso
Infine, l'ultimo punto riguarda l'assicuratore che la mozione propone di mettere a concorso pubblico, con «apertura alle compagnie estere se le casse LAMal diranno di no». «Con la prima mozione fermiamo l'emorragia finanziaria delle famiglie per tre anni; con questa seconda mozione costruiamo la sanità ticinese dei prossimi decenni».



