Dal Ticino a Milano per saccheggiare: arrestati due ragazzi, uno è minorenne

I due giovani sono stati accusati di devastazione e saccheggio. Il maggiorenne in manette durante l’assalto al Decathlon. Aveva con sé un paio di scarpe rubate nel negozio.
I due giovani sono stati accusati di devastazione e saccheggio. Il maggiorenne in manette durante l’assalto al Decathlon. Aveva con sé un paio di scarpe rubate nel negozio.
MENDRISIO/MILANO - Sono partiti appositamente da Chiasso per prendere parte al saccheggio di Milano. Si tratta di un ragazzo di 18 anni, nato a Mendrisio ma domiciliato a Chiasso, e di un 17enne domiciliato anche lui a Chiasso. Entrambi sono accusati di devastazione e saccheggio per i fatti avvenuti il 18 ottobre in piazza Cairoli. Bocche cucite per quanto riguarda il diciassettenne; Sabrina Ditaranto, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni, su nostra richiesta di informazioni taglia secco dicendo che «non vi sono notizie suscettibili di comunicazione alla stampa, trattandosi di soggetto minorenne».
Riferisce molto di più l'ordinanza di convalida di arresto firmata dalla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo per quanto riguarda invece il ragazzo maggiorenne. Il diciottenne si trova attualmente nel carcere di San Vittore. Da quanto si apprende dalla ricostruzione contenuta nell’ordinanza del giudice, il ragazzo è quindi partito da Chiasso in direzione di Milano, attirato dalla manifestazione annunciata sui social network. Poi l’ingresso nel Decathlon di piazza Cairoli, mentre una folla stava devastando il negozio e saccheggiando la merce.
Il giovane è stato arrestato in flagranza di reato domenica scorsa, e ieri - giovedì - il gip ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. L’ipotesi di reato contestata è quella di devastazione e saccheggio, in concorso con altre persone, fra cui tre minorenni.
Durante l’udienza di convalida, il 18enne di Mendrisio ha raccontato di essersi recato nei pressi di piazza Cordusio con un amico dopo aver appreso attraverso i social network che era prevista una manifestazione. Una volta arrivato, avrebbe visto alcune persone sfondare la vetrina del Decathlon. A quel punto, ha riferito, si sarebbe «accodato» alla folla che stava entrando nel negozio.
Secondo la sua ricostruzione, una volta all’interno dell’esercizio commerciale è sceso al piano -1, dove ha prelevato un paio di scarpe. Tornato al piano terra, è stato bloccato dalle forze dell’ordine mentre l’azione collettiva era ancora in corso. Il giovane ha inoltre dichiarato di essere vestito di nero e di indossare un passamontagna, con un cappellino scuro sotto.
Un dettaglio ha assunto particolare rilievo nella valutazione del giudice, il quale non ha ritenuto convincente la versione secondo cui il ragazzo si sarebbe limitato a sfruttare l’apertura creata da altre persone per entrare e prendere un paio di scarpe.
Per il giudice si tratta di fatti gravi: «Le modalità del fatto appaiono significative di particolare gravità, nonché espressive di una pericolosità sociale del soggetto, il quale - ove attratto dal richiamo dei social network che invitano i giovani a rendere "permanente" la mobilitazione e a mantenere un profilo decisamente violento e insurrezionale - potrebbe, in futuro, prendere parte ad analoghi episodi di devastazione e saccheggio».
Nella sua decisione il giudice ha considerato inoltre anche l’uso del passamontagna e del cappellino come elementi indicativi della volontà di evitare l’identificazione e l'assenza di pentimento o di consapevolezza della gravità dei fatti durante l'interrogatorio.








