Cerca e trova immobili
CANTONE

Premi sotto la media, per il Ticino sarà una tregua o solo una pausa prima di nuovi rincari?

Per la prima volta da anni il Ticino sta sotto la media svizzera degli aumenti. Ma in franchi il conto resta il più salato del Paese, e il rallentamento dei costi potrebbe essere in parte un effetto contabile.
Premi sotto la media, per il Ticino sarà una tregua o solo una pausa prima di nuovi rincari?
Per la prima volta da anni il Ticino sta sotto la media svizzera degli aumenti. Ma in franchi il conto resta il più salato del Paese, e il rallentamento dei costi potrebbe essere in parte un effetto contabile.

Dopo quattro anni di stangate, il 29 settembre è arrivato un numero che in Ticino non si vedeva da tempo: +3,7%. È l'aumento medio dei premi di cassa malati per il 2027 nel nostro Cantone, sotto la media nazionale del 5%. In un'altra fase sarebbe stato accolto come una cattiva notizia. Oggi, dopo una serie di rincari a due cifre, suona quasi come un sollievo. Ma basta passare dalle percentuali ai franchi, e guardare da vicino i dati sui costi, per capire che parlare di svolta è prematuro.

Il sollievo delle percentuali
I numeri pubblicati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) collocano il Ticino nella parte bassa della classifica. In testa c'è il Giura con +6,6%, in coda Glarona con +3%. A livello svizzero il premio medio mensile salirà a 412 franchi, 19,70 franchi in più rispetto al 2026.
Per il Ticino è una discontinuità netta. Secondo i conteggi del comparatore bonus.ch, tra il 2023 e il 2026 il Cantone ha cumulato aumenti per poco meno del 40%: +9,2% nel 2023, +10,5% sia nel 2024 sia nel 2025, +7,1% nel 2026. In tutti quegli anni il Ticino è stato fra i Cantoni più colpiti, spesso il primo. Il Consiglio di Stato ha reagito con una nota dal doppio registro. Da una parte esprime «preoccupazione per questo ulteriore aggravio», che si somma a un periodo di rincari particolarmente pesanti. Dall'altra vede nel dato sotto la media nazionale segnali incoraggianti sull'evoluzione della spesa, che attribuisce anche alle misure cantonali di contenimento dei costi.

Il conto in franchi non cambia
Il problema è che le percentuali si calcolano su basi diverse. E quella ticinese è la più alta della Svizzera. Il premio medio cantonale passa da 501,3 a quasi 520 franchi al mese, con un aumento di 18,6 franchi. Nel Canton Vaud, nonostante un rincaro percentuale maggiore (+4,5%), l'aumento è di 13,7 franchi. A Zugo (+4,4%) si ferma a 11,6 franchi.

In altre parole, anche con un rincaro percentuale inferiore, il Ticino continua ad aumentare il divario in termini assoluti. E mantiene il primato nazionale: con circa 520 franchi al mese, il suo premio medio resta il più alto della Svizzera.

Guardando alle fasce d'età, gli adulti dai 26 anni in su pagheranno in media 603,6 franchi al mese (+3,7%), i giovani adulti tra i 19 e i 25 anni 418,4 franchi (+3,5%) e i bambini fino ai 18 anni 153,2 franchi (+3,4%). Per una famiglia con due adulti e due figli, il conto supera i 1'500 franchi al mese, prima di eventuali sussidi.

Perché i costi salgono
I premi seguono i costi della salute, e i costi continuano a crescere. Nel 2025 le spese dell'assicurazione di base sono aumentate del 5,3% a livello svizzero, raggiungendo 44,8 miliardi di franchi: nel 2010 erano 24,3 miliardi. Per il 2026 e il 2027 l'UFSP stima ulteriori aumenti intorno al 5% l'anno.
Le ragioni sono note: più trattamenti, progressi della tecnologia medica, invecchiamento della popolazione. Secondo l'UFSP, circa un terzo dell'aumento della spesa è dovuto alla demografia, due terzi ai maggiori costi per paziente. La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha respinto l'idea di rottamare la LAMal, ma ha anche definito poco realistico sperare in una diminuzione dei premi.

In Ticino pesano fattori strutturali che il governo stesso elenca nei suoi documenti: una popolazione mediamente più anziana, un volume di prestazioni elevato e una densità di fornitori superiore alla media nazionale. La spesa cantonale è dominata dagli ospedali (32% tra ambulatoriale e stazionario), seguiti dagli studi medici (23%) e dai medicamenti (18%). Più staccati le case di cura (7%), la fisioterapia e lo Spitex (5% ciascuno), i laboratori (3%) e la psicoterapia (2%).

Tre fattori sotto la lente
L'età. Il Ticino è il Cantone più anziano della Svizzera: a fine 2025 un residente su quattro aveva più di 65 anni, uno su dodici più di 80. Ma l'età non spiega tutto. Nel 2024 un assicurato ticinese è costato 5'864 franchi, 1'175 in più della media svizzera. Secondo i calcoli di tio.ch, la demografia ne giustifica circa 530, meno della metà. I Grigioni, quasi altrettanto anziani, costano il 12% sotto la media.


L'offerta. Il resto del conto ha a che fare anche con quanto si cura e con quanti mezzi. Un esempio sono gli esami diagnostici. Gli ospedali ticinesi hanno 4,5 TAC ogni 100'000 abitanti, il terzo valore svizzero, e ne eseguono 291 ogni mille residenti, più del doppio della media nazionale. Per le risonanze magnetiche sono 170 esami ogni mille abitanti, contro 91 a livello svizzero.

I prezzi. Infine c'è il costo delle singole prestazioni. Prendiamo i medicamenti, il 18% della spesa ticinese. Un mese di terapia con il generico più economico di dieci farmaci di largo uso costa in Svizzera 241 franchi, contro 118 in Germania, 76 in Italia e 55 in Austria. Per la metformina, il farmaco base contro il diabete, una scatola costa 10,85 franchi in una farmacia ticinese e 2,23 euro a Como.

Il rallentamento che potrebbe non esserlo
È qui che il "respiro" del 2027 va maneggiato con cautela. Nel secondo trimestre del 2026 la crescita dei costi a livello svizzero è scesa allo 0,4% su base annua, contro il 2,9% del primo trimestre. In Ticino i costi sono addirittura calati dello 0,1%.
Una buona notizia, in apparenza. Ma secondo l'analisi di bonus.ch questo rallentamento dipende in parte da ritardi di fatturazione legati all'introduzione del nuovo sistema tariffario per le prestazioni ambulatoriali, che ha temporaneamente ridotto i costi contabilizzati negli ospedali. Già in primavera l'UFSP aveva avvertito che molte prestazioni ambulatoriali non erano ancora state fatturate. Se le fatture arretrate arriveranno nei prossimi mesi, il conto potrebbe ripresentarsi con un anno di ritardo, sui premi 2028.

Non tutti i settori, inoltre, rallentano. Nel primo semestre 2026 le cure a domicilio (Spitex) sono cresciute del 14-15%, la psicoterapia del 10-11%, la fisioterapia del 7%, i medici ambulatoriali del 6-7%. Sono ambiti in cui la domanda cresce per ragioni strutturali, a cominciare dall'invecchiamento, e difficilmente si fermeranno da soli.

Interventi per frenare la spese
Il Dipartimento sanità e socialità rivendica una serie di interventi per frenare la spesa. I più incisivi riguardano l'offerta: il blocco delle nuove autorizzazioni a praticare a carico della LAMal, con una moratoria su otto specializzazioni mediche in ambito ambulatoriale dal 1° luglio 2025 e una nelle cure a domicilio e per gli infermieri indipendenti dal 1° dicembre 2024.
Il Cantone ha poi ridotto il valore del punto tariffale (TARMED) per le prestazioni mediche ambulatoriali, una decisione contro cui pende tuttora un ricorso al Tribunale amministrativo federale. Nelle cure a domicilio ha inasprito i criteri di qualità per le autorizzazioni e introdotto, dal 1° aprile, una partecipazione dell'utente ai costi pari a 0,50 CHF ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 CHF al giorno
Sul medio periodo contano il progetto pilota di ambulatorizzazione con l'Ente ospedaliero cantonale, che punta a trasferire più interventi dal ricovero alla cura ambulatoriale, la nuova pianificazione ospedaliera per ridurre la frammentazione dei mandati, e iniziative come la "smarter medicine" e la prevenzione. Sull'offerta di apparecchiature diagnostiche pesanti, soggette ad autorizzazione cantonale dal 2001, il margine d'azione del Cantone si è invece rivelato limitato, come racconta il nostro approfondimento su TAC e risonanze [LINK]. Misurare quanto ciascuna di queste leve abbia pesato sul +3,7% è però difficile: i loro effetti si sommano a quelli, temporanei, dei ritardi di fatturazione.

Sussidi e iniziative: cosa cambia dal 2027
Per molte economie domestiche, più del premio lordo conta quello che resta da pagare dopo i sussidi. Il sistema ticinese di riduzione dei premi (RIPAM) è già fra i più estesi in Svizzera: oltre 110'000 beneficiari e una spesa che nel 2025 ha raggiunto 426 milioni di franchi.
Dal 2027 si aggiunge l'attuazione delle due iniziative popolari approvate a larga maggioranza il 28 settembre 2025. Quella socialista chiede che il premio, al netto dei sussidi, non superi il 10% del reddito disponibile. Quella della Lega punta sulla deducibilità fiscale dei premi.
Il Gran Consiglio, il 9 giugno scorso, ha dato il via libera alla prima fase. Per l'iniziativa del 10% è prevista una prima tappa dal 1° gennaio 2027, con un adeguamento dei parametri di calcolo della RIPAM, e l'attuazione completa nel 2029. Il compromesso trovato in aula ha un impatto di circa trenta milioni di franchi, una versione più graduale rispetto alle intenzioni originarie della sinistra. L'iniziativa della Lega entrerà invece in vigore integralmente dal 1° gennaio 2028.
Il nodo di fondo resta il finanziamento. Secondo le stime del governo, l'iniziativa del 10% a regime costerebbe al Cantone circa 300 milioni l'anno, oltre ai fondi già spesi per la RIPAM. Per la prima tappa il Consiglio di Stato aveva proposto un mix di tagli e maggiori entrate, toccando voci come il trasporto pubblico, l'USI, la SUPSI e il settore disabili, e un supplemento temporaneo sull'imposta sulla sostanza.

Gli assicurati: tanta voglia di cambiare
Se il sistema fatica a frenare, gli assicurati ticinesi provano a muoversi da soli. Secondo il sondaggio di bonus.ch, il 61% degli assicurati della Svizzera italiana prevede di cambiare cassa malati: un livello record. Nella Svizzera tedesca, invece, l'86% non intende disdire la propria polizza. Nella pratica, però, i cambi effettivi sono calati: nella Svizzera italiana dal 21% del 2025 al 13% del 2026. Segno, forse, che i margini di risparmio si stanno assottigliando, o che sempre più assicurati hanno già scelto franchigie alte e modelli alternativi.
Per chi ha una franchigia alta e paga di tasca propria le terapie croniche, un'occhiata ai prezzi dei medicamenti oltre confine può valere la pena, anche se la cassa malati non rimborsa gli acquisti fatti all'estero: lo spieghiamo nel nostro confronto sui farmaci generici [LINK].
Sullo sfondo c'è anche la questione delle riserve. La politica federale di riduzione delle riserve, introdotta nel 2021 per contenere i premi, ha ridotto il margine di alcune casse. Quando i costi sono risaliti, diversi assicuratori hanno dovuto ricostituirle, contribuendo agli aumenti degli ultimi anni.
Le scadenze per chi vuole muoversi sono le solite. Entro fine di questo mese di ottobre le casse malati devono comunicare i premi 2027 ai propri assicurati. La disdetta dell'assicurazione di base va inoltrata entro il 30 novembre, e l'UFSP consiglia di spedirla con qualche giorno di anticipo per raccomandata. Il calcolatore ufficiale della Confederazione, priminfo.ch, permette di confrontare le offerte.

Tregua o svolta?
Il +3,7% del 2027 è una buona notizia per chi paga, ma non cambia la sostanza: il Ticino resta il Cantone con il premio medio più caro della Svizzera, e il divario in franchi continua ad allargarsi. Una parte del rallentamento dei costi potrebbe essere solo rimandata, in attesa che le fatture ambulatoriali arretrate arrivino nei conti delle casse.
C'è poi una parte del problema che nessuna moratoria può cambiare. La compensazione dei rischi tra casse malati agisce solo all'interno di ogni Cantone: l'invecchiamento della popolazione ticinese si scarica quindi per intero sui premi dei ticinesi. Ma se l'età spiega meno della metà dello scarto con il resto della Svizzera, il margine per intervenire sul resto, dal volume di esami ai prezzi dei medicamenti, esiste.
La vera prova arriverà fra dodici mesi. Se anche i premi 2028 resteranno sotto la media nazionale, si potrà parlare di un'inversione di tendenza, e capire quanto abbiano pesato le moratorie e le altre misure cantonali. Altrimenti, quella del 2027 sarà stata soltanto una pausa.

ULTIME NOTIZIE FOCUS