«Lara era divisiva, ma coraggiosa. Mi è sempre piaciuto che dicesse ciò che pensava»

Da Gut-Behrami a Shiffrin e Odermatt: l'ex sciatrice di Coppa del Mondo Irene Curtoni racconta la nuova stagione dello sci, al via nel weekend con i giganti di Sölden
«Odermatt? Anche se è ripetitivo, non annoia. Anzi, tanto di cappello... È fortissimo, mentre Von Allmen deve trovare un po' di continuità».
Da Gut-Behrami a Shiffrin e Odermatt: l'ex sciatrice di Coppa del Mondo Irene Curtoni racconta la nuova stagione dello sci, al via nel weekend con i giganti di Sölden
«Odermatt? Anche se è ripetitivo, non annoia. Anzi, tanto di cappello... È fortissimo, mentre Von Allmen deve trovare un po' di continuità».
LUGANO - Il ritiro di Lara Gut-Behrami segna la fine di un'epoca per lo sci svizzero. Una decisione che lascia inevitabilmente un vuoto, ma che non sorprende più di tanto chi conosce bene le esigenze e i sacrifici di una carriera ai massimi livelli. Tra l'addio della campionessa ticinese, le incognite della nuova stagione e le ambizioni delle protagoniste della Coppa del Mondo, abbiamo fatto il punto della situazione con un'ex atleta che oggi racconta lo sci al pubblico della Svizzera italiana. Uno sguardo che spazia dalle piste alla vita dopo le gare, senza dimenticare il suo legame speciale con il Ticino. Ne abbiamo parlato con Irene Curtoni, ex sciatrice e da sei anni nella squadra di commentatori della RSI.
«Il ritiro di Lara? Da un lato me lo aspettavo... - ci ha detto la 41enne - Mi avrebbe sorpreso di più se avesse deciso di continuare, perché aveva già dichiarato che quella scorsa sarebbe stata la sua ultima stagione. È chiaro che finire così lascia un po' di amaro in bocca, ma credo che a un certo punto sia giusto mettere davanti altre priorità, pensando alla vita che viene dopo. Dopo una carriera come la sua, penso che non fosse particolarmente interessante presentarsi al cancelletto senza essere al 100% della condizione. Ha già dato tanto a questo sport, è una scelta legittima. Quando hai già vinto così tanto, nemmeno i Mondiali in casa riescono a farti cambiare idea. Evidentemente, nella sua decisione hanno pesato molto di più altre priorità».
C'è molto altro nella vita...
«Spesso non te ne rendi conto quando sei ancora in attività, ma nel momento in cui smetti ti ritrovi a rincorrere tutto quello che non hai potuto fare prima. Ha trascorso tanti anni al vertice e questo, alla lunga, ti svuota un po'. L'anno scorso si è infortunata dopo Sölden, quindi ci eravamo già in parte abituati alla sua assenza. Ciò non toglie che sia un ritiro molto pesante. Il pubblico sentirà sicuramente la sua mancanza, ma penso che con il tempo si abituerà. Certamente, però, lascerà un vuoto. È un'atleta che ha sempre diviso, come spesso accade ai grandi personaggi. Non si è mai risparmiata nel dire quello che pensava e questo, personalmente, mi è sempre piaciuto. Meglio essere sé stessi. In certi casi è stata coraggiosa, perché a volte è più comodo fare buon viso a cattivo gioco e non dire quello che si pensa».
IMAGO / Sports Press PhotoLara Gut-BehramiA proposito di ritiri, anche tua sorella Elena ha dichiarato che quello alle porte sarà il suo ultimo inverno...
«Ha la stessa età di Lara e, in teoria, voleva già smettere dopo lo scorso inverno. Le Olimpiadi, del resto, segnano spesso l'inizio di una lunga serie di ritiri. Ci ha pensato parecchio e alla fine ha deciso di continuare. Da parte mia è un po' un peccato, perché io avevo bisogno dei nonni... (ride, ndr). Scherzi a parte, se ha scelto di andare avanti è perché ha ancora voglia di dedicarsi completamente a questo sport. È stata molto serena nella sua decisione e per questo credo che sia la scelta giusta. Forse l'ha ingolosita anche il calendario favorevole di questa stagione».
Lara lascia un vuoto nello sci elvetico… Come vedi la squadra rossocrociata? Ci sono Camille Rast, terza nella generale l’anno scorso, Wendy Holdener e Corinne Suter come punte di diamante e poi alcune giovani che spingono...
«Già l'anno scorso abbiamo capito che per la Svizzera ci saranno alcuni anni di assestamento. Lara garantiva vittorie e podi ogni stagione... Detto ciò, Camille Rast sembra già molto in forma. Sicuramente non sostituirà Lara, ma è comunque in grado di ottenere buoni risultati. Lo stesso vale per Holdener e Suter, nonostante le difficoltà incontrate lo scorso anno. Ci sono poi alcune giovani interessanti da tenere d'occhio. A volte ci si dimentica che Malorie Blanc è ancora molto giovane, eppure ha già fatto cose impressionanti».
E l'Italia? Anche lei parte con diverse incognite...
«Parliamo della generazione di Lara: mia sorella è del 1991, Brignone del 1990 e Goggia del 1992. Sono atlete che hanno dato moltissimo e che sono sempre più vicine al ritiro. Anche l'Italia parte con diverse incognite e non ha più le stesse garanzie di vittoria, soprattutto in gigante, dove la punta di diamante è Lara Della Mea. Senza nulla toglierle, però, non è Brignone. Per quanto riguarda Bassino, bisognerà capire a che livello tornerà dopo l'infortunio. Ha saltato un'intera stagione e già in quella precedente era rimasta ai margini».
IMAGO / ABACAPRESSFederica BrignoneMa a Brignone non conveniva smettere dopo i due incredibili ori conquistati a Milano-Cortina, davanti alla sua gente?
«Io addirittura avrei smesso dopo il primo oro (ride, ndr). È un'atleta che ha bisogno di mettersi sempre alla prova e di trovare nuovi stimoli. Già l'anno scorso pensavo che forse non sarebbe tornata, invece è rientrata e ha vinto. Con lei non me la sento di fare pronostici, perché non si sa mai. Secondo me potrebbe essere arrivata un po' alla fine, anche perché è reduce da un'altra operazione. È difficile esprimersi, ma dopo un po' si può arrivare a un limite anche mentale, soprattutto quando si convive con il dolore».
La Shiffrin continuerà a vincere il globo nonostante abbia dichiarato che farà meno slalom?
«Difficile da dire. Bisognerà capire come andrà in gigante. Secondo me, se tornerà a essere competitiva, potrà recuperare in questa disciplina i punti che non conquisterà in slalom. Sicuramente Aicher è pericolosa: lo abbiamo visto l'anno scorso, che ha messo in difficoltà fino all'ultimo l'americana. Purtroppo per Aicher, ha anche regalato tantissimo. Tornando alla Shiffrin, è vero che forse le Coppe non le interesseranno più particolarmente, visto tutto quello che ha già vinto, ma di certo non le dispiacerà continuare a essere la migliore».
IMAGO / ZUMA PressMikaela Shiffrin e Marco OdermattE Odermatt? C'è chi dice che ci si annoia a guardare le gare maschili... Von Allmen riuscirà a metterlo in difficoltà?
«Anche se è ripetitivo, non annoia. Anzi, tanto di cappello... Odermatt è fortissimo, mentre Von Allmen deve trovare un po' di continuità. È un atleta pazzesco, ma per vincere le Coppe bisogna anche saper fare dei calcoli e non andare sempre a tutta. In gigante c'è poi Braathen, che l'anno scorso ha dimostrato di essere davvero un grande atleta. Certo, essere competitivi in tre discipline contemporaneamente non è mai facile. Odermatt, invece, fa sembrare tutto semplice. È veramente incredibile».
Sei ormai arrivata alla tua sesta stagione come parte della squadra di commento della RSI... C'è un aspetto del pubblico ticinese che ti ha sorpresa o a cui ti senti particolarmente legata quando analizzi le gare in diretta?
«Del pubblico ticinese mi piace il fatto che segua molto lo sci. Sono curiosa di capire come sarà questa nuova epoca post Lara. Io cerco sempre di essere me stessa, anche se alla fine resto l'italiana che commenta in Ticino. L'altro giorno ho mandato ai miei colleghi una foto mentre bevevo un buonissimo vino ticinese. Adesso andrò anche a vedere una partita di hockey e sto imparando le regole. Mia mamma è nata in Ticino e io mi sento un po' ticinese d'adozione. Non sai mai, però, se sei apprezzata o meno. Come avevo detto in altre occasioni, a parte che per mia sorella, io tifo per la prestazione. Poi come Lara, posso piacere oppure no».








