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BODIO

«Così lo si manda verso la morte»

Laura Cislini è una volontaria che segue Renato Rallo, il 71enne italiano molto malato che deve lasciare la Svizzera. Il sindaco di Giornico: «Ondata di solidarietà pazzesca».
«Così lo si manda verso la morte»
Foto tio.ch
«Così lo si manda verso la morte»
Laura Cislini è una volontaria che segue Renato Rallo, il 71enne italiano molto malato che deve lasciare la Svizzera. Il sindaco di Giornico: «Ondata di solidarietà pazzesca».

BODIO - «Voi non avete idea della complessità della situazione sanitaria di quest'uomo. Fargli abbandonare la Svizzera significherebbe mandarlo verso la morte». Laura Cislini è una volontaria che da tempo segue Renato Rallo, il 71enne italiano gravemente malato che dovrebbe abbandonare la Svizzera. Tio.ch recentemente ha riportato la sua vicenda. L'uomo in sostanza non avrebbe sufficienti entrate economiche per potersi permettere di rimanere su suolo elvetico. Pertanto non gli è stato rinnovato il permesso B, dandogli in contemporanea l'ordine di lasciare il Paese.

Boom di reazioni
Dopo l'articolo di Ticinonline diversi abitanti della regione avrebbero manifestato la propria indignazione alle autorità, in particolare telefonando anche al Municipio di Bodio. Renato, stando alla legge, dovrebbe lasciare la Svizzera oggi, mercoledì 21 ottobre.

«Ma è impossibile – sottolinea la signora Laura –. Lui è un malato di cancro. È fragilissimo. Non riesce nemmeno a spostarsi da solo. Tanto è vero che sono io a portarlo dai medici quando deve andare. È stato molto sfortunato con la salute. Era venuto in Svizzera per lavorare, come aveva sempre fatto in Italia. Purtroppo poco dopo sono cominciati i suoi guai fisici. Certo, nel 2014 avrebbe potuto richiedere un permesso C visto che era in Svizzera già da cinque anni. Non lo ha fatto per leggerezza. È stato un po' un pasticcione, credeva che andasse bene così. Ma non merita di essere castigato in questo modo. Non è colpa sua se si è ammalato».

«Buonsenso»
La signora Laura ha a che fare con Renato dal 2019. E ne tesse le lodi sotto ogni punto di vista.

«È un gentiluomo. Una persona a modo. Non è un caso se così tante persone gli vogliono bene. Io ci metto il nome e il cognome. Non ho paura di espormi. La legge è la legge. Questo è vero. Ma bisogna applicarla con buonsenso. In una circostanza in cui si è confrontati con una persona così malconcia bisognerebbe essere più sensibili, trovare delle soluzioni alternative. La Svizzera è una Nazione ospitale. Diamo rifugio a tanti stranieri in difficoltà. Renato dovrebbe rientrare tra questi. Se torna in Italia, nessuno si occuperà di lui. E rischia di lasciarci la pelle».

La speranza
Renato ha ricorso fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Negli scorsi giorni ha parlato con la Farnesina, il ministero italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale. In seguito dovrebbe essere messo in contatto con il consolato italiano di Lugano.

«Non so a cosa serva – sostiene la signora Laura –. La decisione ormai è stata presa. Ma la speranza è che le autorità competenti ci ripensino e analizzino ulteriormente le circostanze specifiche. Di sicuro adesso Renato non può spostarsi. Deve fare delle visite mediche già programmate. La sua salute dovrebbe venire prima di tutto».

Il sindaco: «Quanta umanità»
«In queste ore c'è davvero una grande ondata di solidarietà nei confronti del signor Renato – conferma Stefano Imelli, sindaco di Giornico, di cui fa parte Bodio –. È pazzesco. Tutte le persone che ci contattano sono gentili, propositive, disponibili. Sanno che noi come Comune non possiamo fare nulla, la competenza è federale e cantonale. Però siamo vicini al signor Renato. È una persona veramente a modo».

Infine, una riflessione. «In un mondo in cui pare regnare l'egoismo, è bello sentire tanta gente che si sta facendo avanti per capire se può fare qualcosa per Renato. Non sappiamo come andrà a finire la vicenda. Ma è lodevole tutta questa umanità».

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