Ambrì, chi l’avrebbe mai detto?

21 punti in 12 partite, una prima linea dominante e un’identità di gioco ben definita: i biancoblù volano al primo giro di boa. E hanno pure ancora margini di crescita...
21 punti in 12 partite, una prima linea dominante e un’identità di gioco ben definita: i biancoblù volano al primo giro di boa. E hanno pure ancora margini di crescita...
AMBRÌ - Chi l’avrebbe detto? Dopo il primo giro di boa, l’Ambrì si ritrova nelle zone nobili della classifica, con 21 punti in 12 partite e un’identità di gioco ben definita. Un bottino che assume ancora più valore se confrontato con i soli 7 punti raccolti nello stesso periodo un anno fa.
Dietro questo avvio convincente c’è il lavoro certosino di Tapola e del suo staff, basato su coerenza, struttura, stabilità, identità di gioco e unità d’intenti. La macchina biancoblù gira a pieno regime e, almeno per ora, sta rendendo forse persino oltre le aspettative. Emblematico, in questo senso, il «caso Pestoni»: superata la questione dei test fisici, con il raggiungimento dei valori richiesti, Inti è tornato in squadra e ha subito lasciato il segno. Prima con una rete a Kloten, poi con l’assist d’oro per il gol-partita di Joly contro il Ginevra. Un’ulteriore iniezione di fiducia, al termine di un weekend da sei punti.
A sorprendere, però, non è soltanto la classifica. A colpire è soprattutto la somma dei progressi compiuti dalla squadra. Su tutti, l’esplosione della prima linea, schierata insieme fin dalle prime amichevoli precampionato e oggi tra le più dominanti dell’intera Lega. Tolti gli extraterrestri dello Zurigo, quella composta da Järventie-Schnarr-De Luca è probabilmente la linea che ha impressionato di più fin qui. I numeri parlano chiaro: 16 reti e 40 punti, accompagnati da uno spettacolo che in Leventina non si vedeva dai tempi del primo Kubalik, allora affiancato da Zwerger e M. Müller.
Ti-PressRoby Järventie è attualmente il secondo miglior marcatore del campionato con 8 reti e 10 assist (7 primari). Meglio di lui solo Kristian Tanus dell'Ajoie.Nelle ultime uscite, il ritorno del figliol prodigo Inti Pestoni ha dato nuova linfa anche alla seconda linea, completata da Michael Joly, già autore di otto reti, e dal centro ceco Petr Kodytek. Preziosissimo nel lavoro oscuro, quest’ultimo ha finalmente raccolto i frutti del suo impegno anche a referto, con un gol e un assist nella sfida contro il Ginevra.
Il rientro del numero 18 ha avuto effetti positivi anche sulla quarta linea, dove Borradori ha aggiunto ulteriore dinamismo a quello già garantito dai fratelli Landry. Se proprio si vuole trovare un piccolo neo nella macchina biancoblù, è nel secondary scoring, ovvero nel contributo offensivo delle linee meno prolifiche. Da André Heim, Manix Landry - entrambi ancora a secco di gol - e Miles Müller, autore di una sola rete fin qui, ci si aspetta qualcosa in più. Nulla di allarmante, comunque. Semmai, un altro margine di crescita per una squadra che ha già dimostrato di poter fare parecchio.
Un altro evidente passo avanti rispetto al recente passato riguarda la gestione delle partite. Finora l’Ambrì ha evitato quei clamorosi ribaltoni e quei blackout che in altre stagioni hanno spesso compromesso risultati e prestazioni. Anche il powerplay ha finalmente ingranato: con 10 reti in 34 occasioni e un’efficacia del 29,41%, è il terzo migliore della Lega, alle spalle di Friborgo e Zurigo. A trascinarlo è soprattutto il cecchino Michael Joly, il migliore del campionato in questo esercizio con ben 5 segnature. Roby Järventie, dal canto suo, guida la classifica delle reti a parità numerica con sette centri.
Numeri che confermano anche un altro aspetto: gli stranieri a disposizione di Tapola si stanno rivelando molto più incisivi e funzionali rispetto a quelli della passata stagione. E questo nonostante l’assenza di Jesse Virtanen, ancora convalescente ma potenzialmente già pronto al rientro questa settimana. Un’autentica inversione di tendenza rispetto a dodici mesi fa, quando soprattutto gli import offensivi faticavano tremendamente a incidere. Il caso più emblematico fu quello di Nic Petan, arrivato con grandi aspettative sotto le volte della Gottardo Arena e ripartito dopo appena 15 partite, con la rescissione del contratto a fine ottobre.
Ti-PressNate Schnarr, 14 punti, ingaggi vinti e tanta sostanza al gioco biancoblùNaturalmente, non è tutto perfetto. Restano almeno due aspetti sui quali lavorare: il rendimento in inferiorità numerica e quello casalingo. Il boxplay leventinese è infatti il penultimo della Lega, davanti soltanto al Lugano, con un’efficacia inferiore al 70% e ben 12 reti incassate in 39 situazioni con l’uomo in meno.
Anche alla Gottardo Arena il bottino è finora inferiore alle attese: appena 7 punti sui 18 disponibili. A compensare ampiamente questo dato ci pensa però una marcia in trasferta semplicemente impressionante. Lontano dalla Leventina, gli uomini di Tapola viaggiano infatti a una media di 2,33 punti a partita, con 14 punti conquistati in sei incontri. Le vittorie sono arrivate sulle piste dell’Ajoie, del Bienne, del Lugano, del Friborgo e del Kloten.
È soprattutto qui che si misura la portata dell’avvio biancoblù: una squadra più solida, organizzata e concreta, capace di trovare protagonisti diversi e di raccogliere risultati anche lontano da casa. Con qualche dettaglio ancora da sistemare, certo, ma anche con la sensazione che questo Ambrì abbia ancora margini per crescere. E che il meglio, forse, debba ancora arrivare.








