Troppo amico della gente: ora rischia di essere ucciso

Si è avvicinato all'essere umano e non ha più paura né delle persone né delle auto. Di fatto questo cervo vive nel paese. Recentemente è stato emesso l'ordine di abbatterlo.
Si è avvicinato all'essere umano e non ha più paura né delle persone né delle auto. Di fatto questo cervo vive nel paese. Recentemente è stato emesso l'ordine di abbatterlo.
SIGIRINO - A Sigirino c'è il "beniamino" del paese che rischia di essere ucciso. Si tratta di un giovane cervo che da qualche mese bazzica per le vie del villaggio. La questione è stata recentemente segnalata anche all'Associazione tutela e difesa degli animali.
Un pericolo per la strada
Dal guardacaccia sarebbe già arrivato il nullaosta per l'abbattimento dell'animale selvatico. In particolare perché il cervo sarebbe ritenuto potenzialmente pericoloso nel caso in cui invadesse la strada principale.
In prima linea per tentare di salvare l'animale c'è una signora che si fa portavoce di un sentimento diffuso a Sigirino e dintorni: «Questo cervo – dice – proviene dall'Italia. È entrato in Svizzera da Pian Cusello ed è rimasto a lungo nei paraggi del Monte Tamaro. Perché lì c'era un cantiere. E il cervo è stato nutrito a più riprese dagli operai».
Completamente antropizzato
A un certo punto però il cantiere chiude. E il cervo si sposta più a valle in cerca di cibo.
«È a quel punto che è arrivato a Sigirino dove altra gente gli ha dato da mangiare. Tutti lo vedono per strada. Non teme né le persone né i veicoli. La prolungata vicinanza con l'essere umano ha reso il cervo antropizzato. Ecco perché nemmeno la Protezione animali ci può aiutare. Non è infatti possibile inserire questo cervo nelle mandrie controllate che ci sono nella regione, ad esempio a Bironico e a Savosa. Proprio perché ha già un vissuto troppo umano alle spalle».
Le richieste
La donna vede la possibile soppressione dell'animale selvatico come una grande ingiustizia.
«È stato l'essere umano a nutrirlo. Non è normale che ora debba pagare il cervo. Chiediamo che il cervo venga trasferito presso un centro di recupero per la fauna selvatica eccessivamente antropizzata. Ne esistono sia in Svizzera sia in Italia».
All'Associazione tutela e difesa degli animali viene inoltre avanzata un'altra richiesta specifica.
«E cioè una mediazione con l'Ufficio della caccia e della pesca per sospendere l'ordine di abbattimento dell'animale in attesa di una collocazione sicura».
Cosa dice l'avvocato
Secondo Christopher Jackson, avvocato e segretario dell'Associazione tutela e difesa degli animali, questa richiesta è piuttosto utopica.
«Dubito che il Cantone si faccia carico di una questione del genere – precisa –. Soprattutto in un periodo di cacciagione. La nostra associazione tra l'altro si occupa soprattutto di animali domestici. Non abbiamo mezzi. Possiamo solo mandare qualche mail o fare qualche telefonata».
Però una soluzione alternativa forse ci sarebbe. E Jackson la esprime così:
«Il cervo purtroppo non può più stare né allo stato selvatico, né in un branco di animali controllati. Se davvero ci sono diverse persone che sono affezionate a questo cervo allora potrebbero unirsi e pagare di tasca loro il trasferimento dell'animale in un centro apposito. A quel punto non credo che il Cantone si opporrebbe».




