Frode da 60 milioni: «Non volevo truffarlo»

Respinte le questioni pregiudiziali sollevate dalle difese. Cominciato l'interrogatorio. Il 60enne italiano: «Truffa? Non era il mio scopo»
LUGANO - Nessun colpo di teatro. Nonostante le questioni pregiudiziali sollevate dalle difese, il processo per la truffa da 60 milioni è cominciato alle Assise criminali di Lugano, presiedute dal giudice Amos Pagnamenta (giudici a latere Renata Loss Campana e Luca Zorzi).
Alla sbarra tre imputati - un italiano residente a Lugano, un belga e un iraniano - arrestati nella seconda metà del 2025 con l’accusa di truffa e falsità in documenti ai danni di un cittadino georgiano residente a Dubai.
La difesa: «Manca la competenza territoriale»
«La vittima, quando ha fatto partire il bonifico da quasi 53 milioni, era a Dubai», ha contestato Rosa Maria Cappa, legale del 60enne italiano, sollevando dubbi sulla competenza territoriale. Anche il flusso del denaro, secondo la difesa, sarebbe riconducibile soprattutto a movimenti avvenuti fuori dal Ticino. Gli avvocati hanno inoltre contestato presunte carenze nella documentazione e nelle prove raccolte.
L'accusa: «Episodio clou a Lugano. L'imputato ha agito sempre da qui»
Di diverso avviso la procuratrice pubblica Chiara Borelli, secondo cui «l'episodio clou» si sarebbe verificato a Lugano. Un imputato avrebbe agito da Lugano, mentre «gli altri due hanno agito in correità». L'istruttoria, ha aggiunto, «è stata completa. Sono state fatte rogatorie internazionali e tutte hanno dato esito: i soldi investiti sono stati depauperati», dagli imputati o da riciclatori esteri.
L'imputato: «Non ho mai voluto truffarlo»
Respinte le questioni pregiudiziali, il presidente della Corte è passato all'interrogatorio del 60enne italiano. «Lo scopo non era la truffa, non lo è mai stato», ha dichiarato l'imputato, iniziando a ricostruire come aveva conosciuto la vittima. «L'idea era quella di investire una parte del suo patrimonio in Europa. Mi sono sempre presentato come consulente». Sulla formazione al MIT, ha precisato: «Non ho una laurea, ma ho seguito dei corsi specifici, con certificati ottenuti nella primavera-estate del 2008».
La presunta truffa
Secondo l'accusa, i tre avrebbero sottratto il patrimonio del cittadino georgiano residente a Dubai, che lo aveva affidato a una società luganese con l'obiettivo di ottenere rendimenti attraverso investimenti in un fondo lussemburghese.
Denaro utilizzato indebitamente
Il fondo, tuttavia, non avrebbe avuto la struttura prevista dalle direttive europee e il denaro sarebbe stato utilizzato indebitamente a beneficio degli imputati e di altre persone. La truffa ammonterebbe, in totale, a circa 60 milioni. Le indagini hanno portato al sequestro di circa dieci milioni di franchi. La parte restante, circa cinquanta milioni, non è stata recuperata.
I tre imputati sono stati arrestati nella seconda metà del 2025. Il dibattimento proseguirà nel pomeriggio.




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