Cerca e trova immobili
Svizzera

Indennità Covid: abusi in centinaia di aziende. Lastminute ha restituito 28,9 milioni

I controlli hanno permesso di recuperare centinaia di milioni, ma restano dubbi sui dati e molti casi ancora aperti.
Indennità Covid: abusi in centinaia di aziende. Lastminute ha restituito 28,9 milioni
TiPress
Fonte Ats
Indennità Covid: abusi in centinaia di aziende. Lastminute ha restituito 28,9 milioni
I controlli hanno permesso di recuperare centinaia di milioni, ma restano dubbi sui dati e molti casi ancora aperti.

BERNA - La Confederazione ha concluso i controlli riguardanti presunti abusi nel versamento delle indennità per lavoro ridotto (ILR) concesse durante la pandemia di coronavirus. Sono state sottoposte a verifica 7'200 aziende su un totale di oltre 167'000 imprese che, globalmente, hanno percepito oltre 16 miliardi di franchi di indennità.

A parere del "SonntagsBlick", che riporta la notizia, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha tracciato un bilancio positivo dei controlli: «Per ogni franco erogato è stato possibile richiedere indietro otto franchi». Grazie ai propri controlli, si è riusciti a reclamare 243,53 milioni di ILR (dati aggiornati al 2 ottobre scorso). Ad oggi, i revisori esterni sono costati 31,36 milioni.

A un esame più attento, le cifre non sarebbero così chiare, ha sottolineato il domenicale svizzero tedesco, secondo cui i costi interni non sarebbero inclusi. Inoltre, si parla di «reclamare», non di «ricevuto».

Il denaro, in definitiva, non viene riscosso dalla SECO, ma dalle casse di disoccupazione. E queste ultime, sulla base delle proprie indagini, hanno reclamato ulteriori 430 milioni di ILR. Sommati ai crediti della SECO, si arriva a 680 milioni. Di questi, alla fine di dicembre 2025 ne erano ancora in sospeso 133,7 milioni. Non sono disponibili dati più recenti, come riporta il giornale.

Il caso di Lastminute
«Abbiamo scoperto che molte aziende hanno commesso frodi di proposito», ha dichiarato al settimanale Jean-Christophe Lanzeray, capo del servizio di revisione dell'assicurazione contro la disoccupazione in seno alla SECO. Un caso di grande rilievo è stato quello dell'operatore turistico online Lastminute in Ticino, che ha dovuto restituire 28,9 milioni.

In 171 controlli, sono stati accertati «abusi evidenti» con tanto di prove a sostegno. In tutti questi casi, la SECO ha sporto denuncia presso le procure cantonali competenti. Per circa 1’200 aziende, i controllori sono giunti alla conclusione che si è trattato di errori involontari.

Stando a Lanzeray, la percentuale di abusi rilevata dalla SECO è inferiore all’1% del totale delle aziende. Non vi è alcun settore più colpito di altri, né alcuna regione della Svizzera che si distingua in modo particolare. «La propensione alla truffa dipende sempre dall’energia criminale delle persone, e quest'ultima è distribuita in modo uniforme tra la popolazione».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE