Il Crus applaude i suoi e risponde a Riera

L'allenatore momò ha commentato la vittoria dei suoi: «Abbiamo fatto qualcosa di speciale»
L'allenatore momò ha commentato la vittoria dei suoi: «Abbiamo fatto qualcosa di speciale»
LUGANO - È grande la gioia di Mattia Croci-Torti al termine della sfida di Conference League vinta dal suo Lugano contro la Stella Rossa. «È un motivo di grande soddisfazione, perché i ragazzi hanno fatto qualcosa di speciale. Stasera sono molto contento: anche nei momenti di sofferenza ho visto una squadra sul pezzo, che non ha mai perso la testa. Vedere i ragazzi capaci di soffrire e consapevoli di quello che può succedere mi rende felice. Iniziare con una vittoria contro la Stella Rossa è una grande soddisfazione. Due anni fa avevamo battuto il Partizan Belgrado e poi eravamo riusciti a qualificarci. Oggi battiamo la Stella Rossa e siamo pieni di orgoglio».
Ancora una volta hai azzeccato i cambi... «La panchina ha dimostrato ancora una volta il suo grande valore, facendo la differenza. Chi ha visto Real Madrid-Roma sa che tre giocatori hanno cambiato la partita negli ultimi 15 minuti. Perché? Perché sono entrati con la testa giusta. È quello che mi aspettavo oggi. L'ho detto anche ai miei ragazzi: per vincere queste partite non bastano 11 giocatori. Serve una squadra che ci creda, con tutti pronti e nessuno che tenga il broncio perché non gioca una partita così importante. Dobbiamo cambiare le dinamiche. Chi sta in panchina deve crederci fino in fondo. Chi lo capisce bene, chi non lo capisce è completamente fuori dalle mie rotazioni quest'anno. Anche oggi, per l'ennesima volta, chi è entrato ha dato una mano clamorosa alla squadra. Quando faccio determinate scelte, so quanta velocità ho in panchina. Penso che Pihlström, Moncada, Castro e Behrens abbiano dato quella velocità di cui avevamo bisogno quando il campo si è aperto un po' di più».
Il Crus ha infine risposto al collega Riera, furioso per la direzione arbitrale e in particolare per il rigore assegnato al Lugano al 90': «Dovrebbe guardare il secondo tempo della partita. Non commento neanche, perché è una sua visione. La mia è completamente diversa. La mia squadra sapeva quello che doveva fare fino all'ultimo. È la sua idea. Loro sono più forti di noi, hanno più qualità, mentre noi dovevamo aspettare e soffrire. Il piano è stato perfetto. Se qualcuno parla di fortuna, manca di rispetto ai miei ragazzi».





