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«La mia vita con 1061 franchi al mese»

Una donna, beneficiaria dell’aiuto sociale, racconta le difficoltà di arrivare a fine mese e denuncia i pregiudizi nei confronti di chi riceve un sostegno economico.
«La mia vita con 1061 franchi al mese»
Ti-Press
Fonte 24 Heures
«La mia vita con 1061 franchi al mese»
Una donna, beneficiaria dell’aiuto sociale, racconta le difficoltà di arrivare a fine mese e denuncia i pregiudizi nei confronti di chi riceve un sostegno economico.

LOSANNA - Vivere con 1061 franchi al mese significa controllare ogni spesa e rinunciare a molte occasioni di socialità. È la realtà di una donna sulla cinquantina, ex tecnopoligrafa, che ha raccontato la sua esperienza alla testata romanda 24 Heures.

Le spese per il cibo
Il forfait mensile, spiega la donna, serve a coprire le spese quotidiane, mentre l'aiuto sociale contribuisce anche al pagamento dell'affitto e dei premi dell'assicurazione malattia. Nel suo caso, però, restano circa 400 franchi di affitto da pagare di tasca propria. Una somma in parte compensata dai 350 franchi che ricava affittando un locale. Per il cibo spende circa 300 franchi al mese, approfittando delle offerte nei supermercati Denner e Aldi.

Meier ha perso il lavoro sedici anni fa, a causa delle trasformazioni tecnologiche nel settore grafico. Da allora ha inviato numerose candidature, senza però riuscire a trovare un nuovo impiego. «Se avessi un lavoro, inizierei domani mattina alle 6», afferma. Respinge quindi le accuse rivolte a chi riceve l'assistenza sociale, spesso dipinto come una persona che non ha voglia di lavorare. «Nessuno accetta volontariamente l'aiuto sociale, con tutte le restrizioni che comporta», sottolinea.

«Impossibile trovare un partner»
Le difficoltà economiche pesano soprattutto sulla vita sociale. Andare al cinema, mangiare fuori o raggiungere regolarmente gli amici significa affrontare spese che non può permettersi. «Ho rinunciato a uscire per fare attività. Tutto ciò che non si svolge a casa costa molto di più», racconta. Anche costruire una relazione sentimentale stabile è complicato: se il partner si trasferisce da lei, l'aiuto sociale può essere ridotto perché si tiene conto del suo contributo alle spese comuni. «È davvero un killer di coppie», osserva.

«Siamo ciò che siamo, non ciò che possediamo»
Le sue giornate trascorrono soprattutto tra la casa, il giardino e il gatto. Per risparmiare rinuncia agli acquisti superflui e paga le fatture più consistenti a rate. Nonostante le difficoltà, cerca di guardare alla vita con ottimismo. «Gli scambi con le persone, l'ascolto, la natura e i bei momenti contano alla fine più del denaro», spiega.

Il suo messaggio è soprattutto un invito a superare i pregiudizi. «Siamo ciò che siamo, non ciò che possediamo», afferma Meier, chiedendo di non giudicare chi riceve un sostegno economico. Dietro ogni situazione, ricorda la sua testimonianza, ci sono una storia personale e difficoltà che non si possono ridurre a una semplice mancanza di volontà di lavorare.

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