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Tutti pazzi per la Sagra della Castagna, ma quelle servite non sono ticinesi

«Affluenza elevata e posteggi pieni tutto il giorno» e il raccolto locale non basta. Daniele Kleimann: «Ecco da dove arrivano le castagne e perché». Svelata anche la località prescelta per il 2027.
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Tutti pazzi per la Sagra della Castagna, ma quelle servite non sono ticinesi
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Tutti pazzi per la Sagra della Castagna, ma quelle servite non sono ticinesi
«Affluenza elevata e posteggi pieni tutto il giorno» e il raccolto locale non basta. Daniele Kleimann: «Ecco da dove arrivano le castagne e perché». Svelata anche la località prescelta per il 2027.

CASTEL SAN PIETRO - La 47esima edizione della Sagra della Castagna della Valle di Muggio si avvia alla conclusione con un bilancio positivo. Migliaia di visitatori, lunghe code agli stand gastronomici e un'affluenza che a Castel San Pietro potrebbe raggiungere le 8mila persone. A fare il punto è Daniele Kleimann, presidente del Comitato organizzatore, che risponde anche a una curiosità.

Daniele Kleimann, diversi visitatori si sono chiesti da dove arrivino le castagne. Sono ticinesi?
«Purtroppo no. Già negli ultimi anni era diventato difficile trovare castagne ticinesi in quantità sufficienti per una manifestazione come la nostra. Quest'estate, poi, è stata particolarmente siccitosa e la situazione si è ulteriormente complicata. Ci affidiamo a un fornitore ticinese, ma le castagne sono d'importazione. Cerchiamo comunque di procurarcele il più vicino possibile: quelle di quest'anno arrivano dal Piemonte».

La siccità ha quindi inciso anche sulla qualità del raccolto locale?
«Certamente. Chi frequenta i nostri boschi se ne sarà accorto: le castagne di quest'anno sono piccoline e anche piuttosto asciutte. È una conseguenza della mancanza di pioggia durante l'estate».

Per la Sagra avete previsto circa una tonnellata e mezza di castagne. Riuscirete a distribuirle tutte?
«Le castagne stanno andando bene, anche se non credo che riusciremo a esaurirle completamente. Al momento vedo ancora alcuni sacchi in uno dei due punti di cottura. Penso che qualcosa avanzerà».

E sul fronte gastronomico? Gli stand sono stati presi d'assalto, con code anche piuttosto lunghe.
«Il mangiare è andato molto bene. Anche gli gnocchi sono stati particolarmente apprezzati. Per quanto riguarda le attese, da quello che mi è stato riferito, la coda agli gnocchi scorreva abbastanza velocemente: cinque, al massimo dieci minuti».

Veniamo alle presenze. Si parlava di 7-8mila visitatori: è un obiettivo raggiunto?
«Secondo me sì. Nel corso del pomeriggio l'affluenza è rimasta molto elevata e i posteggi erano ancora tutti pieni. Considerando l'intera giornata, credo proprio che possiamo arrivare alle 8mila presenze».

C'è stato un episodio particolare che l'ha colpita durante questa edizione?
«Una cosa molto bella è stata l'arrivo di un gruppo da Chironico, in Leventina. Hanno organizzato un bus appositamente per partecipare alla Sagra e sono arrivati indossando i loro costumi tradizionali. Sapevamo che sarebbero venuti, ma è stato comunque un momento particolare. Vedere persone che si organizzano e arrivano da così lontano per partecipare alla nostra festa fa piacere».

Il pubblico, quindi, non arriva soltanto dalla Valle di Muggio?
«Assolutamente. Abbiamo visitatori provenienti da diverse zone del Ticino. La partecipazione è stata davvero importante».

Un'ultima domanda sul bilancio della giornata: tutto è filato liscio?
«Sì, tutto bene. Al momento non si registrano infortuni né altri episodi negativi. Anche da questo punto di vista possiamo dirci soddisfatti».

E di «una giornata di grande partecipazione, favorita anche dal bel tempo» parla Enzo Agustoni, presidente della Pro Valle di Muggio.

«La gente era tanta, secondo me abbiamo raggiunto sicuramente le 8mila persone», racconta Agustoni, soddisfatto dell'andamento dell'evento. «Abbiamo lavorato bene e siamo soddisfatti. Sicuramente il bel tempo ci ha aiutati».

Il presidente anticipa anche la sede della prossima edizione: «L'anno prossimo saremo in cima alla Valle, a Muggio».

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