Prima faceva il barbiere, dopo il rogo di Crans-Montana riparte dalla musica

Ha 22 anni, una mano gravemente compromessa e un mestiere che non può più esercitare. Sopravvissuto all'incendio del Constellation, racconta il dolore attraverso il rap.
Ha 22 anni, una mano gravemente compromessa e un mestiere che non può più esercitare. Sopravvissuto all'incendio del Constellation, racconta il dolore attraverso il rap.
VALLESE - Prima dell'incendio di Crans-Montana, Daris Gegic, 22 anni, lavorava come barbiere e coltivava una grande passione per la musica. Poi, nella notte di Capodanno, al bar Le Constellation, la sua vita è cambiata. Le gravi ustioni riportate nell'incendio gli hanno compromesso la mobilità della mano sinistra, impedendogli di continuare a lavorare.
Oggi il giovane vallesano, conosciuto come rapper con il nome di Daka96, cerca di costruirsi un nuovo futuro attraverso la musica. Nella sua ultima canzone affiorano anche riferimenti alla tragedia.
Dopo l'incendio del 1° gennaio, Daris è stato trasferito in Germania, dove è rimasto in coma farmacologico per 16 giorni. Le conseguenze sono ancora pesanti.
Della mano sinistra riesce a muovere soltanto il pollice e il dito medio. Ha riportato gravi lesioni anche al braccio, al collo e alla schiena. Il calore e il fumo hanno danneggiato circa l'80% dei suoi polmoni, rendendo necessaria una tracheotomia. A questo si aggiungono problemi all'udito e cicatrici permanenti.
Dal negozio di barbiere al microfono
Di quella notte Daris preferisce parlare poco. Ai giornalisti di 20 Minuten racconta soprattutto della sua nuova canzone, «Terminal - das Ende» (Terminal - La fine), pubblicata sabato scorso. Nel testo compare un riferimento al fumo mortale di una discoteca, un'immagine che sembra richiamare la tragedia di Crans-Montana.
«Ogni dettaglio conta»
Nel suo studio di registrazione, Daris fa tutto da solo. È autodidatta e cura ogni particolare, dalla voce agli effetti sonori. «Ogni dettaglio conta», spiega.
La musica lo accompagna da circa dieci anni. Canta, compone e scrive testi. «La musica è un modo per esprimere concetti senza dirli direttamente. Mi piace quando le affermazioni hanno molteplici significati», racconta.
Prima dell'incendio era soprattutto un hobby. Oggi, non potendo più lavorare come barbiere, Daris vuole trasformare la sua passione in una professione. Mentre segue fisioterapia e terapia occupazionale per recuperare la mobilità, punta a riqualificarsi come tecnico del suono.
«Farò tutto da solo»
Il suo obiettivo è gestire ogni fase della produzione musicale, dalla scrittura al missaggio, fino ai videoclip. Dopo alcune esperienze deludenti negli studi di registrazione, ha deciso: «Allora farò tutto da solo». Sa che il percorso sarà lungo.
«Forse mi serviranno uno, due, tre anni. Forse dieci anni prima di diventare un produttore davvero bravo», ammette.
Il dolore nascosto tra le parole
Nei suoi testi entrano esperienze personali, emozioni e riflessioni sul dolore, quasi mai in modo esplicito. Anche il riferimento al fumo mortale nella nuova canzone resta aperto a diverse interpretazioni. «Anche fumare sigarette è mortale. Non è detto che si debba per forza collegare questo a Le Constellation», precisa.
La musica è diventata un modo per esprimere ciò che fatica a raccontare. E sul trauma vissuto quella notte non ha ancora risposte: «Non so se ho un trauma da elaborare; non ci sono risposte facili».





