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BELLINZONA

Caso Pronzini, lo scherno dopo il ricorso al TF: «Le priorità... Alla fine ci sarà il giudizio di Dio»

I sette municipali in carica nella scorsa legislatura impugnano il proscioglimento del deputato MPS. Il collega Pino Sergi attacca: «La deriva politica e morale è ormai completa». Henrik Bang, intanto, replica sul valore del rispetto, anche nei confronti dei politici.
Caso Pronzini, lo scherno dopo il ricorso al TF: «Le priorità... Alla fine ci sarà il giudizio di Dio»
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Caso Pronzini, lo scherno dopo il ricorso al TF: «Le priorità... Alla fine ci sarà il giudizio di Dio»
I sette municipali in carica nella scorsa legislatura impugnano il proscioglimento del deputato MPS. Il collega Pino Sergi attacca: «La deriva politica e morale è ormai completa». Henrik Bang, intanto, replica sul valore del rispetto, anche nei confronti dei politici.

BELLINZONA - A Bellinzona la vicenda Pronzini non è ancora arrivata ai titoli di coda. Dopo due proscioglimenti, i sette municipali in carica nella scorsa legislatura hanno deciso di rivolgersi al Tribunale federale per contestare la sentenza della Corte di appello e di revisione penale di Locarno che ha escluso una lesione dell'onore nei loro confronti.

Il riferimento, ricordiamo, va a una frase pronunciata nel settembre 2021 da Matteo Pronzini (MPS) durante una seduta del Legislativo cittadino nel corso di una discussione sui decessi legati alla pandemia da coronavirus alla casa anziani di Sementina.

La decisione riapre dunque il confronto politico, con reazioni che sui social non si sono fatte attendere.

Il primo a intervenire è stato proprio Matteo Pronzini. Il deputato e consigliere comunale dell'MPS ha affidato il suo commento a poche parole, senza aggiungere altro: «Le priorità del Municipio».

Più articolata la presa di posizione del collega di partito Pino Sergi, che ha criticato duramente la scelta dell'Esecutivo di proseguire la battaglia legale. «Finalmente abbiamo capito quali sono le priorità politiche del Municipio di Bellinzona. Il quale non sembra preoccupato del fallimento, uno dietro l'altro, dei suoi "progetti strategici" (ultima, la legnata presa sulla fortezza che ne preannuncia un'altra sulla caserma dei pompieri). No, la preoccupazione del Municipio di Bellinzona è perseguire Matteo Pronzini per una frase detta in consiglio comunale cinque anni fa. Sconfitto per ben due volte in gradi diversi di giudizio, il Municipio di Bellinzona ha annunciato che andrà al Tribunale federale. La deriva politica e morale è ormai completa. Complimenti!»

Sotto al post c'è anche chi ironizza, spostando la questione su un piano "cosmico". «Poi c’è il tribunale della galassia», scrive un utente. Pronzini raccoglie la battuta e rilancia: «Ed alla fine il giudizio di Dio!».

Bang: «Il rispetto è imprescindibile»
Non tutti, però, condividono questa lettura. Tra questi sicuramente Henrik Bang, uno dei sette che hanno deciso di impugnare la sentenza. Il suo commento, sempre affidato al social blu, parte da una riflessione sul rapporto tra parole e silenzio: «Ieri ero al festival Sconfinare, ove il tema si dedica al confine sottile che unisce e separa parola e silenzio. La parola ci permette di nominare il mondo, di raccontare ciò che viviamo, di entrare in relazione con gli altri; ma può anche diventare uno strumento di esclusione, manipolazione, distanza. La potenza della parola è immensa e personalmente non concordo per niente con chi afferma che essendo politici (di milizia) dobbiamo accettare insulti, calunnie e altro. Reputo che il rispetto della persona sia imprescindibile in una società civile anche se essa è un politico.»

Il confronto, insomma, si riaccende. E la parola passa ora ai giudici di Mon Repos.

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