Caso Gobbi, due agenti a rischio licenziamento

I poliziotti sono indagati per violazione del segreto d’ufficio. Sentiti dal procuratore generale anche i granconsiglieri Pronzini e Dadò, che negano di aver ricevuto informazioni riservate.
BELLINZONA - Due dei tre agenti della Polizia cantonale indagati nell’ambito del cosiddetto caso Gobbi rischierebbero il licenziamento. A riferirlo è la RSI, secondo cui nei loro confronti sarebbe stato prospettato il provvedimento disciplinare. L’inchiesta per presunta violazione del segreto d’ufficio è tuttora in corso.
Gli accertamenti riguardano la possibile raccolta e divulgazione di informazioni riservate sull’incidente in Leventina che aveva coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi. Tra i possibili destinatari figurano un giornalista, un assicuratore e due politici: i granconsiglieri Matteo Pronzini e Fiorenzo Dadò, che nel 2024 avevano presentato atti parlamentari sulla vicenda.
Nelle scorse settimane il procuratore generale Andrea Pagani ha sentito entrambi i deputati come persone informate sui fatti. Sia Pronzini sia Dadò hanno negato di aver ricevuto informazioni riservate dagli agenti. Per quanto riguarda Dadò, le verifiche non avrebbero inoltre fatto emergere elementi concreti a suo carico.
L’indagine era partita dagli accertamenti su uno dei poliziotti, sospettato di aver danneggiato a colpi d’arma da fuoco un radar a Monteggio. Dall’analisi del suo telefono erano emersi contatti con Pronzini già prima che il caso Gobbi diventasse pubblico. Anche un giornalista e un assicuratore erano stati sentiti come persone informate sui fatti. Nei confronti di quest’ultimo è stato successivamente emesso un decreto di abbandono.
I tre agenti respingono le ipotesi a loro carico. Resta valida la presunzione d’innocenza.



