Ticinesi esauriti sul lavoro, viene in aiuto un laboratorio per le aziende

Forum GSA Ticino e DSS puntano su laboratori e formazione per promuovere la salute mentale al lavoro e ambienti più accoglienti nelle aziende.
BELLINZONA - I numeri raccontano un disagio allarmante: in Svizzera una persona su tre si sente emotivamente spossata, mentre in Ticino quasi un apprendista su tre riferisce disturbi d’ansia.
È anche alla luce di questi dati, emersi dall’ultima indagine di Promozione Salute Svizzera sullo stress legato al lavoro, che il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha deciso di rafforzare il proprio impegno sul fronte della prevenzione, lanciando una nuova collaborazione con il Forum GSA Ticino, attivo nell’ambito della Gestione della salute in azienda.
«La prima iniziativa riguarda l'apprendistato e si rivolge a maestri e maestre di tirocinio», ci spiega Elisabetta Cogotzi, Direttrice del Forum GSA Ticino. «Si tratta di un progetto già confezionato da Promozione Salute Svizzera, che noi portiamo in Ticino. Affrontiamo il tema con le figure di prossimità: sensibilizzarle, fornire loro una conoscenza generale del tema, di come si manifesta in giovane età e dei rischi».
L'altro progetto riguarda sempre la salute mentale, ma ha lo scopo di portare il tema nelle aziende: perché parlarne e quali sono le responsabilità delle aziende?
«I due progetti affrontano il tema della salute mentale con destinatari diversi: il primo si rivolge a maestri e maestre di tirocinio, mentre il secondo porta il tema all’interno delle aziende, coinvolgendo leadership, collaboratori e collaboratrici. In questo secondo ambito vogliamo favorire una collaborazione condivisa e, lavorando sulla cultura aziendale, creare maggiore consapevolezza sul tema della salute mentale a tutti i livelli dell’organizzazione».
Perché è importante portare il tema della salute mentale anche all’interno delle aziende?
«Il tema è molto sentito, però spaventa. Le aziende avvertono questa urgenza perché il tema viene riconosciuto, ma occorre ancora delineare meglio il loro ruolo. Una maggiore sensibilità nei confronti delle persone e dei loro cambiamenti, insieme a una comunicazione efficace, può agevolare l'emergere di problematiche che possono riguardare diversi ambiti della vita. Perché le aziende devono affrontare questo tema al loro interno? Perché le persone vivono nelle aziende e, indipendentemente dalla loro origine, le difficoltà delle persone inevitabilmente arrivano anche sul posto di lavoro».
Nel concreto, cosa significa cercare di creare un ambiente di lavoro favorevole alla salute mentale?
«Significa creare un ambiente accogliente. Una realtà aziendale che cura determinati comportamenti e crea ambienti con una certa sicurezza psicologica. In questo modo si aprono canali di comunicazione che possono far emergere determinate situazioni prima che diventino problemi».
L’esaurimento emotivo risulta essere elevato tra i più giovani e gli apprendisti, come leggere questi dati?
«Posso dire che come Forum ci chiniamo su queste evidenze e vogliamo aiutare le piccole e medie aziende della Svizzera Italiana ad affrontare le problematiche indicate dai numeri e le difficoltà che possono emergere tra le persone sul posto di lavoro. Vogliamo farlo anche portando concretamente il tema nelle aziende attraverso laboratori pratici, che permettano di aprire il confronto e creare maggiore consapevolezza. Per fare questo coinvolgeremo le figure di prossimità, ovvero quelle figure tecniche che oggi hanno bisogno anche di soft skill, conoscenze e competenze che aiutino a riconoscere determinate situazioni. Questo non significa creare degli psicologi, ma avere all’interno delle aziende persone maggiormente sensibili e consapevoli rispetto a determinate difficoltà».
Secondo lei le aziende ticinesi sono già sensibili a questo tema o c'è ancora molta strada da fare?
«C'è sensibilità, perché le aziende si sono accorte del problema. Ovviamente sono sempre prese da tante cose. Adesso bisogna fare in modo che questi temi diventino maggiormente una priorità, soprattutto perché parliamo delle generazioni del futuro. Le aziende sono molto attente, ma dobbiamo spostare l'attenzione e portare il tema più in alto tra le priorità».
C'è una certa consapevolezza, ma forse manca ancora l'urgenza?
«Non so se manchi l'urgenza, questo non glielo so dire. Bisogna anche capire come fare il primo passo. Speriamo che queste opportunità, attraverso laboratori semplici, snelli e pratici, possano rappresentare un'apertura. Qui si parla di portare il tema nelle aziende: si tratta innanzitutto di offrire un'opportunità per conoscerlo meglio e accrescere la consapevolezza».



