Cerca e trova immobili
CALCIO

Il testo (lunare) che Cristiano voleva far leggere al proprio CT

CR7 rivela gli otto punti che Jorge Jesus avrebbe dovuto leggere pubblicamente per chiudere la frattura: «È la seconda volta che non mantiene la parola»
Il testo (lunare) che Cristiano voleva far leggere al proprio CT
IMAGO/HMB-Media
Il testo (lunare) che Cristiano voleva far leggere al proprio CT
CR7 rivela gli otto punti che Jorge Jesus avrebbe dovuto leggere pubblicamente per chiudere la frattura: «È la seconda volta che non mantiene la parola»
CALCIO: Risultati e classifiche

LISBONA - Cristiano Ronaldo aveva un piano preciso per provare a ricucire lo strappo con il selezionatore del Portogallo Jorge Jesus. Nel lungo comunicato pubblicato martedì sera sui social, il 41enne racconta di un incontro privato con il tecnico, avvenuto due giorni dopo la vittoria per 2-1 in Norvegia del 27 settembre, quando era rimasto in panchina per tutti i 90 minuti.

Il cinque volte Pallone d'Oro descrive quella conversazione come «un momento intenso, molto diretto, senza alcun filtro». Un confronto che, secondo la sua versione, si sarebbe concluso con diversi complimenti e persino un abbraccio da parte di Jesus. Ronaldo voleva però fare un passo in più e ottenere anche un chiarimento pubblico.

Con il proprio entourage aveva così preparato un documento in otto punti (vedasi box sotto) che il selezionatore avrebbe dovuto leggere in conferenza stampa prima della sfida contro la Danimarca. «L'ho personalmente validato e, a mia conoscenza, è stato consegnato al selezionatore, come aveva richiesto», scrive CR7.

Nel testo Jesus avrebbe dovuto ribadire la professionalità e l'importanza di Ronaldo per la Nazionale e assumersi la responsabilità di averlo mandato a riscaldarsi contro la Norvegia senza poi schierarlo. Uno dei passaggi recitava: «Ho commesso un errore nel far riscaldare un giocatore della statura di Pelé o Maradona per poi non farlo entrare in campo». Il documento affrontava anche il mancato saluto ai tifosi, definendolo un semplice «momento di frustrazione».

Il 30 settembre Jorge Jesus riprese davanti alla stampa alcuni elementi del documento, ribadendo però al tempo stesso la propria autorità: «Lo status è una cosa, ma le regole sono le stesse per tutti. Decido io».

A quel punto la frattura si è allargata. Ronaldo ha lasciato il ritiro nonostante il tentativo di mediazione del presidente della Federazione portoghese. Nel comunicato, il fuoriclasse sostiene che fosse «la seconda volta» che il tecnico non rispettava quanto concordato.

Nonostante lo strappo con Jorge Jesus, Ronaldo assicura di voler tornare a vestire la maglia del Portogallo e di non voler chiudere la carriera internazionale con questo episodio.

Gli otto "comandamenti" di CR7:

1. «Ho personalmente proposto a Cristiano, senza intermediari, un piano per la sua stagione in nazionale. È stata una conversazione lunga e costruttiva».

2. «So quanto vive per e ama la nazionale, e quale peso essa abbia sulla scena internazionale; ancora di più, so quale peso e quale influenza positiva eserciti all'interno della nazionale da 24 anni».

3. «Il piano che ho proposto a Cristiano è stato accettato».

4. «Non ha mai messo in discussione le mie scelte. Si è dimostrato esemplare, leale e professionale».

5. «La partita contro la Norvegia non figurava nel piano che avevo stabilito per lui. Tuttavia, ho sentito che era riuscito a recuperare fisicamente dopo la prima partita e l'ho avvertito che avrei potuto essere portato a schierarlo. Cristiano ha accettato».

6. «Ho commesso un errore nel far riscaldare un giocatore della statura di Pelé o Maradona per poi non farlo entrare in campo. Se dovessi rifarlo, non lo rifarei».

7. «Per chiudere l'argomento: voglio Cristiano in nazionale. Anzi, non lo voglio solo un po', lo voglio davvero. Fortunatamente, anche lui crede in me. Ha creduto in me all'Al Nassr e anche qui».

8. «Riguardo al fatto di non aver salutato i tifosi. Ne abbiamo già parlato. Chi ha disputato più di 230 partite con la nazionale non ha bisogno che io gli dia lezioni d'amore per il Portogallo. È stato un momento di frustrazione che non cancella nulla. È il giocatore che firma più autografi, che fa più selfie, che coccola di più i tifosi. Non creiamo problemi dove non ce ne sono. Quando non si è contenti, si reagisce. Tutto qui».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE