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LUGANO

«Nessuna prova certa delle violenze carnali»

L'avvocato del 28enne, a processo oggi per i presunti stupri ai danni della compagna, ha chiesto l'assoluzione dalle accuse più gravi.
«Nessuna prova certa delle violenze carnali»
TiPress
«Nessuna prova certa delle violenze carnali»
L'avvocato del 28enne, a processo oggi per i presunti stupri ai danni della compagna, ha chiesto l'assoluzione dalle accuse più gravi.

LUGANO - «Una cosa è una persona con problemi di rabbia, un'altra è l'autore di violenze carnali. Non ci sono elementi certi che provino un dissenso. Siamo di fronte a una vittima che non ricorda, a versioni discordanti, racconti che cambiano e nessuna prova scientifica».

È questa, in estrema sintesi, la tesi dell’avvocato Matteo Quadranti, che nella sua arringa ha contestato le accuse del procuratore pubblico Zaccaria Akbas e chiesto l'assoluzione dalle imputazioni di violenza carnale e lesioni gravi per il 28enne a processo oggi davanti alla Corte delle Assise criminali di Bellinzona, riunita a Lugano. L'accusa aveva chiesto una pena di 4 anni e 10 mesi di carcere.

«Era un rapporto malato, ma con due protagonisti»
«Per i fatti contestati non c'è nessuno che abbia visto tutto. Certe accuse possono nascere da ricordi falsi o indotti, senza malafede. E possono essere altrettanto nitidi e vividi che dai ricordi veri».

Il legale non ha negato il carattere problematico della relazione tra l'imputato e la ragazza, ma ha respinto quella che considera una ricostruzione unilaterale della vicenda. «Era un rapporto malato, ma con due protagonisti. Le dinamiche e i comportamenti sono stati messi in atto da entrambe le parti, certo con modalità e intensità diverse».

Una questione di responsabilità?
Quadranti ha poi sottolineato che il suo assistito non ha mai cercato di sottrarsi alle proprie responsabilità. «Non ha mai rinnegato di avere problemi nella gestione della rabbia. Una cosa è però una persona con problemi di rabbia, un'altra è l'autore di violenze carnali. Per questi reati servono prove».

Il difensore ha quindi messo in discussione il modo in cui sono state raccolte e valutate le prove. «Il rapporto d'inchiesta espone i verbali dell'imputato e non quelli della vittima, e non vengono messi a confronto. Questo da solo dà il segno di come è stata svolta l'inchiesta», ha sostenuto Quadranti. A suo dire, anche le conversazioni tra i due sarebbero state esaminate in modo selettivo. «Sono stati valorizzati solo i messaggi contro l'imputato, nei quali sono presenti gli insulti».

Le pressioni per la denuncia
L'avvocato ha poi richiamato le dichiarazioni degli amici della ragazza, sostenendo che avrebbero fatto pressione su di lei affinché denunciasse l'ex compagno. «O lo denunci tu o lo faccio io», avrebbe detto un'amica.

Quanto ai verbali della vittima, secondo Quadranti sarebbero pieni di contraddizioni. Il nucleo del racconto sarebbe rimasto invariato, mentre i dettagli si sarebbero aggravati con il passare del tempo.

I messaggi e le chat
Al centro dell'arringa anche i quattro episodi contestati come violenza carnale. Quadranti ha insistito sulla necessità di dimostrare non solo l'assenza di consenso, ma anche che l'imputato fosse consapevole del dissenso della ragazza.

Per il difensore, le decine di migliaia di pagine di conversazioni acquisite agli atti assumono quindi un'importanza decisiva. Quadranti si è soffermato in particolare su quanto avvenuto a Losanna nel 2024, dove i due si erano incontrati già il giorno precedente e avevano avuto almeno un rapporto sessuale. Secondo il legale, nelle chat del giorno successivo non «comparirebbero riferimenti a uno stupro o a una violenza carnale».

L'assoluzione dalle imputazioni più gravi
La difesa ha quindi chiesto l'assoluzione dalle imputazioni più gravi dell'atto d'accusa e una pena commisurata ai soli reati di ingiuria, danneggiamento, vie di fatto, infrazione alla legge sugli stupefacenti. Ha inoltre sollecitato un trattamento ambulatoriale e contestato le pretese civili, ritenendo insufficienti le prove a loro sostegno.

La sentenza è attesa domani alle 16.30.



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