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SVIZZERA

Criminalità, le nazionalità più presenti nelle condanne

Nel 2025 il 34% delle persone condannate non apparteneva alla popolazione residente permanente. Tra i cittadini algerini il dato è evidente, soprattutto per i furti. L'UST invita però alla cautela.
Criminalità, le nazionalità più presenti nelle condanne
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Criminalità, le nazionalità più presenti nelle condanne
Nel 2025 il 34% delle persone condannate non apparteneva alla popolazione residente permanente. Tra i cittadini algerini il dato è evidente, soprattutto per i furti. L'UST invita però alla cautela.

Le statistiche dell'Ufficio federale di statistica (UST) permettono da quest'anno di analizzare anche per quali reati sono state condannate le persone delle diverse nazionalità. I dati relativi al 2025 mostrano differenze significative, soprattutto considerando lo status di residenza.

UST

Nel complesso delle violazioni del Codice penale svizzero - riporta l'AargauerZeitung -, il gruppo più numeroso è quello dei cittadini svizzeri, con 12'837 condanne. Tra gli stranieri, invece, al primo posto figurano gli algerini: 1'964 adulti sono stati condannati per un reato previsto dal Codice penale. Ma appena 83 di loro appartenevano alla popolazione residente permanente.

La maggior parte rientra infatti nelle cosiddette «altre categorie della popolazione»: persone presenti per soggiorni di breve durata, richiedenti l'asilo da meno di dodici mesi, turisti o persone senza un soggiorno regolare. Una situazione simile si registra anche tra francesi, rumeni e marocchini: in tutti questi casi, oltre la metà dei condannati non apparteneva alla popolazione residente permanente.

Nel complesso, circa il 34% di tutte le persone condannate nel 2025 non faceva parte della popolazione residente permanente.

Il caso dei furti
Le differenze sono particolarmente marcate per i furti. Tra gli stranieri, gli algerini sono nettamente il gruppo più numeroso, con 1'497 condanne. Soltanto 35 riguardavano persone appartenenti alla popolazione residente permanente.

Anche tra i condannati rumeni, marocchini, francesi, tunisini e georgiani, più della metà non apparteneva alla popolazione residente permanente. Nella categoria dei furti rientrano, tra gli altri, borseggi, furti nei negozi, di biciclette e automobili e furti con scasso.

Gli italiani al volante
Un'elevata presenza di persone non residenti stabilmente emerge anche per le gravi violazioni delle norme sulla circolazione stradale, un dato che potrebbe essere legato al fatto che molti si trovano in Svizzera soltanto di passaggio.

Le nazionalità più rappresentate sono quella italiana, con 2'172 condanne, e quella francese, con 2'054. Tra gli italiani, 1'188 non appartenevano alla popolazione residente permanente; tra i francesi erano addirittura 1'627.

L'avvertimento dell'UST
L'Ufficio federale di statistica invita comunque a non interpretare questi dati come una prova di un legame tra nazionalità e criminalità. L'analisi è puramente descrittiva e non permette di stabilire rapporti di causa-effetto.

Secondo la ricerca, sulla propensione a commettere reati incidono soprattutto fattori come età, sesso e livello di istruzione, elementi che nelle statistiche possono essere considerati solo in parte.

Per confrontare le diverse nazionalità, l'UST calcola inoltre il rapporto tra condannati e popolazione residente permanente. I valori più elevati riguardano cittadini della Repubblica Democratica del Congo (2,75%), dell'Angola (2,31%), della Somalia (2,22%) e dell'Algeria (2,19%).

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