Cercando la propria strada, come fosse l'El Dorado

Il giovane artista ticinese ha pubblicato il suo nuovo singolo, "Momenti in back"
Il giovane artista ticinese ha pubblicato il suo nuovo singolo, "Momenti in back"
SAVOSA - In un anno, dieci singoli. L'ultimo, "Momenti in back", è stato pubblicato lo scorso 24 settembre. Il rap come credo e come bussola artistica. È il percorso nella musica di Noah David, 18enne ticinese che si sta facendo largo nella scena locale con il suo nome "di battaglia": El Dorado.
Un percorso si è aperto quando era poco più di un bambino: i primi testi sono nati sui beat trovati online. El Dorado ha dimostrato di essere particolarmente prolifico: «Ho pubblicato parecchio nell’ultimo anno» ammette con soddisfazione, svelando di avere scritto in questi anni qualcosa come 200 testi. Solo una minoranza ha visto la luce in forma compiuta, ossia abbinata alla musica.
Milano e il Ticino
Ora El Dorado non procede più nell'intimità della propria stanzetta, ma lavora al fianco di collaboratori esperti che "cuciono" beat su misura per le sue liriche. Specialmente a Milano. «Lì trovo persone esperte e attrezzature di primissimo ordine, specialmente per quanto riguarda il rap. Per questo preferisco lavorarci». Milano è il luogo della crescita professionale, dove una passione si arricchisce dell'esperienza e del mestiere necessari per sopravvivere ed emergere in una scena estremamente competitiva.
Non è un segno di sfiducia in quanto offre il Ticino. Anzi: El Dorado spiega di essere in contatto con svariati rapper locali, con i quali ha rapporti di amicizia e stima professionale. Un nome su tutti: quello di King Jan, con il quale ha collaborato nel brano "Demoni in stanza". L'Italia ritorna anche in quelli che sono i riferimenti artistici del giovane ticinese. «Il mio più grande idolo è Lazza, mi sono ispirato molto a lui».
Ispirazioni e tematiche
L’ispirazione delle sue canzoni nasce dalle emozioni ed è a impronta variabile. «Dipende dai momenti. Quando sono più giù mi vengono brani più melodici, più 'sad'. Quando invece sono più carico, scrivo cose più cattive, più movimentate» spiega. E precisa: «Per "cattivi", intendo testi più aggressivi o veloci, ma sempre con un messaggio tendenzialmente positivo». L’impegno a distinguersi rispetto alla stragrande maggioranza della scena hip hop italofona passa proprio dai temi trattati: «Non porto messaggi finti, tipo "mi drogo perché fa scena", ma cerco di raccontare la mia esperienza, quello che realmente ho visto e provato». Un approccio che si rifà, almeno in parte, all’impegno sociale che si poteva trovare in certi artisti degli albori della scena rap.
Il singolo e poi, in futuro, l'album
L’ultimo singolo, "Momenti in back", vede la collaborazione con Oneniki, che è anche la sua fidanzata: «Scrivere insieme è bello, molto bello», dice con tono soddisfatto. Per chi volesse approfondire e ascoltare le sue ultime uscite, El Dorado è disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming. L’appuntamento per le novità, promette, è solo rimandato: «Ho molti pezzi pronti, nei prossimi mesi uscirà ancora molta musica». Per il futuro? L’obiettivo è chiaro: «Un album, ma ci vorrà almeno un anno».
Cercare la propria strada
Infine il nome d'arte: come è arrivato Noah a scegliere El Dorado? È una scelta simbolica: «È una città che tutti cercano e nessuno ha mai trovato. Per me è una metafora: sto cercando anch’io una strada e l’El Dorado rappresenta il mio percorso, il mio cammino».





