Frodi dei "falsi bancari": tre sospetti individuati

Dall'inizio dell'anno sono quasi 750 i casi segnalati, il bottino si aggira intorno agli 800mila franchi
FRIBURGO - Le truffe dei "falsi bancari" continuano a mietere vittime a Friburgo e nella Svizzera romanda. La Polizia cantonale friburghese ha comunicato oggi che, nel mese di settembre, sono stati identificati tre presunti autori e mette in guardia la popolazione, sottolineando l’evoluzione delle strategie adottate dai truffatori: oggi il primo contatto può avvenire non solo via telefono, ma anche tramite messaggi o email, colpendo persone di tutte le età.
I truffatori si aggiornano
I casi più recenti hanno consentito agli inquirenti di mettere in luce le nuove modalità impiegate dai malintenzionati. Il 21 settembre una donna di 73 anni, residente a Bulle, ha denunciato un tentativo di raggiro da parte di un sedicente dipendente di banca, che le chiedeva di prelevare tutti i suoi averi a causa di presunti problemi sul conto. Un corriere sarebbe passato a casa sua il giorno successivo per ritirare il denaro. Grazie all’intervento immediato degli agenti, è stato fermato un cittadino francese di 24 anni proprio mentre si presentava alla porta della vittima. L’uomo si trova ora in stato di arresto provvisorio. Le indagini proseguono per accertare eventuali altri episodi e l’identità di possibili complici.
Un altro giovane criminale
Analogo il caso avvenuto a Châtel-St-Denis: a fine settembre, la polizia è risalita a un francese di 18 anni, sospettato di essersi spacciato per corriere in una truffa avvenuta nell’aprile scorso. Allora, un uomo di 72 anni ricevette una chiamata riguardo a presunti pagamenti fraudolenti effettuati con le sue carte bancarie. Gli fu chiesto di tagliare le carte, conservando integre le puce, e di consegnarle a un corriere. In seguito furono prelevate diverse migliaia di franchi da un bancomat.
Bottino oltre 100mila franchi
Il presunto corriere e un suo connazionale di 26 anni sono stati arrestati in Vallese in relazione a frodi simili e sottoposti a custodia cautelare. Entrambi, sentiti dagli inquirenti friburghesi, hanno ammesso le proprie responsabilità in diversi casi: il 18enne ne ha riconosciuti tre, inclusa la vicenda di Châtel-St-Denis; il 26enne una decina, compiute in diversi cantoni romandi, per un bottino superiore ai 100mila franchi in contanti, oltre a gioielli, orologi e altri oggetti di valore. I due saranno denunciati al Ministero pubblico. Le indagini hanno inoltre individuato il ruolo presunto di altre due persone, che avrebbero agito come autista e mandante, ma non sono ancora state identificate.
Nuovi episodi
Nell’ultima settimana, si sono registrati quattro nuovi casi con vittime tra i 56 e gli 89 anni, tutte contattate via messaggio su cellulare. I truffatori inviavano un avviso di un falso addebito e invitavano le persone a telefonare a un numero di contatto: a quel punto, rispondeva un finto consulente che, con la scusa di mettere in sicurezza il denaro, chiedeva alle vittime di tagliare la carta bancaria (conservando il chip) e infilarla in una busta che sarebbe stata ritirata da qualcuno. Le carte venivano poi usate per prelievi fraudolenti. Il danno complessivo ammonta a oltre 90'000 franchi. Gli autori di questi ultimi episodi non sono ancora stati identificati.
Quasi 750 casi dall'inizio dell'anno
La Polizia cantonale friburghese ricorda che, dall’inizio del 2026, sono stati segnalati quasi 750 casi di truffe dei "falsi poliziotti" e "falsi bancari"; di questi, 130 hanno avuto esito con un danno totale vicino agli 800mila franchi in contanti, più svariate decine di migliaia di franchi in gioielli e altri beni.



