Napoli parla polacco: come le targhe dell'Est sono diventate un caso diplomatico e assicurativo

Sono oltre 60mila i veicoli con targa polacca che circolano in Italia, quasi tutti nell'area di Napoli. Servono a pagare meno assicurazione e niente bollo. Ma ora Varsavia presenta il conto e Roma prova a chiudere la scappatoia.
Chi lavora nelle assicurazioni, in Polonia, la chiama proceder włoski, «la pratica italiana». Alcuni giornali polacchi usano parole meno diplomatiche: przekręt neapolski, «la truffa napoletana».
È il nome che a Varsavia hanno dato a un fenomeno che chiunque abbia girato per Napoli negli ultimi anni avrà certamente notato con i propri occhi: migliaia di auto e motorini con la sigla PL accanto al numero di targa.
Per anni è stato un fenomeno noto ma difficile da misurare. Ora i numeri ci sono, e sono cresciuti molto in fretta. Secondo i dati forniti dall'ACI al Post, in Italia circolano 68'228 veicoli con targa polacca: 37'830 auto e 29'120 moto.
Quasi tutti sono registrati in provincia di Napoli, dove solo nel 2025 sono state iscritte 14'066 nuove targhe estere al REVE, il registro nazionale dei veicoli esteri. Il Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych (PBUK), l'ufficio polacco degli assicuratori automobilistici, ne stima "oltre 60mila". Lo stesso ente, però, ancora a fine giugno parlava di 35mila: quanta parte del salto dipenda da una crescita reale e quanta da un nuovo metodo di calcolo non è ancora chiaro.
Imago/AndalouIn piazza, per protestare contro il prezzo dell'assicurazione auto, il 26 settembre.Perché proprio Napoli?
Il motivo è soprattutto uno: il costo dell'assicurazione. In Italia il premio dipende dalla probabilità di incidente e dalla città in cui vive l'assicurato, e Napoli è la provincia dove assicurarsi costa di più. Secondo l'IVASS, l'istituto di vigilanza sulle assicurazioni, la sola RC Auto obbligatoria, che copre i danni a cose e persone, costa in media poco meno di 600€ all'anno.
Aggiungendo le cosiddette garanzie accessorie (furto, incendio, grandine, eventi esterni) si arriva a spendere più di 2'000 euro all'anno per un motorino, cioè più di quanto valga il mezzo.
Il fenomeno è esploso dopo la pandemia, quando i premi hanno ripreso a salire. Con una targa polacca l'assicurazione scende a 600-800 euro il primo anno e al massimo a 350€ negli anni successivi.
A questo si aggiunge l'esenzione dal bollo italiano. Secondo il Financial Times, le agenzie che offrono il servizio promettono risparmi fino al 70% tra tasse e assicurazione.
Come si fa a ottenere una targa polacca?
Il percorso, almeno sulla carta, è macchinoso ma legale. Il proprietario cede l'auto o il motorino a una società con sede in Polonia. Il veicolo viene cancellato dal PRA, il pubblico registro automobilistico italiano, per l'esportazione e reimmatricolato in Polonia.
Poi torna all'ex-proprietario con un contratto di noleggio a lungo termine, leasing o altra formula d'uso. Il veicolo appartiene così all'agenzia, e chi lo guida tutti i giorni risulta solo un cliente che lo ha noleggiato.
Il passaggio è studiato per aggirare la legge italiana. Dal 2022 chi risiede in Italia non può guidare un veicolo di sua proprietà con targa estera senza immatricolarlo da noi. La norma però riguarda la proprietà, non l'uso: per guidare in regola un mezzo noleggiato basta tenere a bordo il documento con la scadenza del contratto.
È una deroga pensata per le vere società di noleggio straniere, che le agenzie di pratiche auto napoletane hanno trasformato in un servizio pubblicizzato apertamente, con istruzioni e contatti facili da trovare online. Per il "vero" proprietario il rischio principale è che l'agenzia fallisca.
Avere una targa polacca, insomma, non è di per sé illegale. Dal marzo 2022 i veicoli esteri affidati per più di trenta giorni all'anno a residenti in Italia devono essere iscritti al REVE, gestito dall'ACI. Ma questo obbligo viene spesso ignorato, e con esso diventa difficile recapitare multe, verificare le revisioni o risalire al conducente dopo un incidente.
Imago/AndalouUn confronto di prezzi fra RC Auto, su due striscioni portati in piazza lo scorso 26 settembre.Se la pratica sconfina nell'illecito
Accanto alla versione "legale" ne esistono altre più rapide, e illegali, in cui l'auto in Polonia non arriva mai.
A marzo la polizia di Varsavia ha arrestato sette persone nell'ambito di un'inchiesta su oltre 1'500 veicoli immatricolati in Polonia grazie a revisioni tecniche fittizie e, secondo gli investigatori, alla corruzione di funzionari locali. Le auto avevano documenti e targhe polacche ma non si erano mai mosse dall'Italia.
Nel 2024 fa la Guardia di Finanza aveva trovato una prova molto concreta del sistema dentro un pacco postale. Era partito dalla Polonia, arrivato in un centro spedizioni di Casoria e indirizzato al titolare di un'agenzia di pratiche auto di Napoli.
Dentro c'erano 21 targhe polacche, 14 carte di circolazione e sei contratti di compravendita. I veicoli erano stati cancellati dal PRA e immatricolati in Polonia solo sulla carta, per risparmiare su tasse e assicurazione e rendere più difficile riscuotere le multe.
In molti di questi casi, sempre per risparmiare, dietro il certificato assicurativo non c'è nemmeno una vera RC Auto.
Perché Varsavia, alla fine, si è arrabbiata: una fattura su due all'estero è napoletana
È seguendo i soldi dei risarcimenti che il problema cambia dimensione, e che diventa un problema polacco.
Quando un incidente è causato da un veicolo non assicurato o non identificabile, in Italia paga il Fondo di garanzia per le vittime della strada. Se il veicolo è immatricolato all'estero, il fondo italiano si rivale poi sull'organismo analogo del Paese di origine: nel caso polacco è proprio il PBUK.
Tra il 2021 e il 2025 il numero di sinistri italiani rimborsati dal PBUK per veicoli senza assicurazione è aumentato di quasi diciassette volte, e le somme pagate di quasi dieci. I casi italiani valgono ormai il 44% di tutta la spesa del PBUK per incidenti causati all'estero da mezzi polacchi non assicurati.
Secondo l'ente, le immatricolazioni transfrontaliere di veicoli usati stabilmente in Italia spiegano «quasi tutti» i sinistri italiani che finiscono a suo carico. Il vicepresidente Piotr Zadrożny ha spiegato al FT che richieste simili arrivano anche da Germania e altri Paesi, ma quelle dall'Italia crescono «a una velocità fuori scala».
Di che cifre si parla:
- 2024: circa 8'000 incidenti in Italia causati da veicoli con targa polacca, 514 dei quali senza RC valida. Risarcimenti a carico del PBUK: 6,9 milioni di złoty, circa 1,5 milioni di euro.
- 2025: oltre 11'000 incidenti, circa 1.300 con veicoli non assicurati. Risarcimenti: 18,4 milioni di złoty, poco più di 4,2 milioni di euro. In un anno sono quasi triplicati.
- Primi otto mesi del 2026: secondo i dati comunicati dal PBUK al Financial Times, le richieste di risarcimento hanno già raggiunto 35 milioni di złoty, quasi 8 milioni di euro. È circa il doppio di tutto il 2025.
Per i polacchi il problema non è astratto: «Ogni frode fa aumentare i costi delle assicurazioni», ha spiegato a money.pl Artur Dziekański, portavoce dell'associazione delle compagnie assicurative polacche (PIU).
«Nel calcolo dei premi le compagnie devono tenere conto di questi costi. Ogni attività di questo tipo danneggia indirettamente i clienti onesti».
Secondo diversi assicuratori, se la tendenza continua, i premi potrebbero salire proprio nelle zone della Polonia dove sono registrati più veicoli arrivati dall'Italia. In pratica gli automobilisti polacchi rischiano di pagare parte del risparmio dei napoletani.
Imago/DepositDue donne a bordo di un motorino, nel centro di Napoli. Sono migliaia i due ruote con targa polacca che circolano per le strade della Campania.La “doppia stretta” per contrastare il fenomeno
In Polonia. Il ministero delle Infrastrutture ha inserito una possibile soluzione nella riforma delle revisioni. L'idea è rendere obbligatorie le fotografie durante il controllo tecnico, per dimostrare che il veicolo è stato davvero esaminato in un'officina polacca. Oggi basta la firma su un certificato.
Il PBUK chiede di applicare la regola soprattutto alla prima revisione, quella necessaria per immatricolare un veicolo arrivato dall'estero. Il ministro Dariusz Klimczak ha detto a TVN24 che l'obiettivo è eliminare tutte le revisioni fasulle, ma non c'è ancora una data. Un obbligo simile è previsto anche dalla riforma europea dei controlli tecnici, che sarà adottata gradualmente in tutti i Paesi dell'UE.
In Italia, dal 25 maggio l'iscrizione al Registro nazionale dei veicoli esteri (REVE) comporta un'imposta di trascrizione (IPT). Inoltre una circolare del ministero dell'Interno del 13 agosto permette alle forze dell'ordine di consultare direttamente i portali pubblici polacchi per verificare documenti di circolazione, copertura assicurativa e patenti.
La misura più incisiva è però ancora in preparazione. Il testo base del nuovo Codice della strada prevede che i veicoli esteri iscritti al REVE debbano essere assicurati con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia. La targa straniera potrebbe restare, ma non servirebbe più per comprare una polizza economica da un assicuratore che opera solo in Polonia. Per ora resta una proposta, non una norma in vigore.
DepositTraffico per le strade di Napoli, in una foto d'archivio.La guerra al bollo di Giorgia Meloni, e perché non basterà
Mentre lo Stato prova a chiudere la scappatoia, ha anche deciso di eliminare uno dei motivi che la rendevano conveniente (assieme all'assicurazione).
Il decreto del 17 settembre prevede per il 2027 l'esenzione dal bollo d'immatricolazione per le auto fino a 80 kW per ogni persona fisica, oltre che per le moto. Il costo stimato per i conti pubblici è di 2,362 miliardi di euro.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto di voler arrivare «alla cancellazione definitiva». Se la misura diventerà davvero permanente, il vantaggio fiscale della targa estera sparirà, e resterà soprattutto quello assicurativo, che è anche il più importante. Difficile, quindi, che aiuti a cambiare rotta.
A Napoli il vero motore del fenomeno è l'assicurazione: per un motorino il bollo vale poche decine di euro all'anno, mentre la differenza sulla polizza si misura in centinaia.
E intanto arrivano le targhe bulgare e ceche...
Chi offre il servizio, intanto, si sta già adattando. Ora che la Polonia ha capito il meccanismo, a Napoli si segnala un aumento delle targhe CZ e BG, immatricolate in Repubblica Ceca e Bulgaria. L'escamotage resta lo stesso: cambia solo il Paese.
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Imago/AndalouUn confronto di prezzi fra RC Auto, su due striscioni portati in piazza lo scorso 26 settembre.
Imago/DepositDue donne a bordo di un motorino, nel centro di Napoli. Sono migliaia i due ruote con targa polacca che circolano per le strade della Campania.
Imago/AndalouIn piazza, per protestare contro il prezzo dell'assicurazione auto, il 26 settembre.
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DepositTraffico per le strade di Napoli, in una foto d'archivio.



