Cerca e trova immobili
CICLISMO

«Fuori luogo e irrispettoso»

Valentina Cavallar ha raccontato una storia clamorosa: «Credo nello sport pulito, ma credo anche che non si debbano mai dimenticare l'umanità, la compassione e il rispetto».
«Fuori luogo e irrispettoso»
IMAGO / LaPresse
«Fuori luogo e irrispettoso»
Valentina Cavallar ha raccontato una storia clamorosa: «Credo nello sport pulito, ma credo anche che non si debbano mai dimenticare l'umanità, la compassione e il rispetto».
SPORT: Risultati e classifiche

VIENNA - È una storia che fa rabbrividire quella raccontata dalla ciclista austriaca Valentina Cavallar, del Team SD Worx-Protime. Sui social, l'atleta ha espresso tutta la sua amarezza per essere stata sottoposta a un controllo antidoping a poche ore dalla perdita della madre, nel momento più doloroso della sua vita. Mentre affrontava il lutto, con il corpo della madre ancora in casa, qualcuno si è presentato alla porta per effettuare il test.

«Ho sempre saputo quanto la mia famiglia fosse importante per me, ma credo di non averlo mai compreso appieno finché non ho dovuto affrontare la vita senza mia madre - ha raccontato la 25enne -. A rendere tutto ancora più doloroso è stato il fatto che, poche ore dopo la sua scomparsa, ho dovuto sottopormi a un controllo antidoping a casa, nella stanza accanto a quella in cui lei riposava. Comprendo l'importanza di uno sport pulito e ho sempre rispettato le responsabilità che derivano dall'essere un'atleta professionista. Tuttavia, in quel momento, non stavo certo pensando al ciclismo, alle gare o ai miei doveri di atleta: ero una figlia che aveva appena perso la madre. Dover affrontare un controllo antidoping in quelle circostanze è stato profondamente doloroso, oltre che del tutto fuori luogo e irrispettoso nei confronti della mia famiglia».

IMAGO / LaPresse

Un'esperienza dolorosa che ha spinto Cavallar a riflettere su ciò che conta davvero: «La vita non è fatta di ciò che si ottiene, del successo che si raggiunge o di quante persone conoscano il tuo nome; conta invece l'amore per le persone, i momenti condivisi e i ricordi che si creano. È stato un momento che mi ha fatto riflettere su quanto sia facile dimenticare che, dietro ogni atleta, c'è un essere umano con una vita, una famiglia ed emozioni che non svaniscono semplicemente nel momento in cui iniziano le responsabilità dello sport professionistico. Credo nello sport pulito, ma credo anche che non si debbano mai dimenticare l'umanità, la compassione e il rispetto».


Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE