«Da qui a cinque anni il lavoro di tassista non esisterà praticamente più»

Mentre nel canton Zurigo iniziano a circolare i primi taxi autonomi, chi fa questo lavoro da una vita non può fare a meno di preoccuparsi: «Riconvertirci? Per qualcuno forse, ma per gli altri...»
ZURIGO - «Fra cinque anni l’80 per cento dei tassisti non ci sarà più». Lo afferma sulle pagine della NZZ George Botonakis, presidente dell’associazione dei tassisti zurighesi. Secondo lui l’arrivo dei veicoli a guida autonoma segnerà «la fine del tassista». Nel Canton Zurigo i tassisti sono circa 5'500.
Un avvento che non è una cosa del futuro è già realtà: da settembre i primi taxi autonomi della Svizzera circolano a Otelfingen (ZH). Fanno parte di un progetto pilota delle FFS e dei Cantoni Zurigo e Argovia. Si prenotano via app e costano 4.70 franchi di tariffa base più 38 centesimi al chilometro, meno di un taxi tradizionale. Al volante c’è ancora un addetto alla sicurezza, pronto a intervenire.
Ad agosto, inoltre, Waymo, la società di Google leader del settore negli Stati Uniti, ha aperto un ufficio a Zurigo.
Anche secondo il tassista la mobilità autonoma non si può fermare. Chi vuole restare nel mestiere dovrà specializzarsi, ad esempio nel trasporto di persone anziane, nella clientela abituale o nel servizio di alta gamma. «Se il tassista sparisce, l'autista resta», commenta.
Anche senza le vetture-robot la vita del tassista è diventata molto più complicata dall'avvento di Uber, che si è diffuso in tutta la Svizzera, Ticino compreso.
Per quanto riguarda i taxi autonomi, il quadro giuridico esiste già. Da marzo 2025 la Confederazione autorizza i veicoli senza conducente sulle tratte approvate dai Cantoni, a patto che siano sorvegliati da una centrale.
Detto questo, al di fuori dei progetti pilota, però, nessun veicolo automatizzato è ancora omologato per il servizio regolare.
«La mobilità autonoma è un’opportunità, ma Berna non ha una visione», chiosa la sindaca di Otelfingen Barbara Schaffner (PVL). Senza una strategia d’insieme sarà difficile attirare i grandi operatori nelle regioni rurali. Secondo Schaffner i veicoli autonomi potrebbero ridurre la carenza di autisti nei trasporti pubblici e i costi delle linee poco frequentate.
I conducenti, invece, potrebbero essere riqualificati per lavorare nelle centrali di sorveglianza. Proprio a Otelfingen il Cantone vuole testare anche minibus automatizzati controllati a distanza da un «operatore». Il test servirà a capire quanto personale serve per sorveglianza, manutenzione e assistenza.
«Il tassista a cui piace girare per la città non è la stessa persona che sta seduta davanti a dieci monitor», commenta scettico Botonakis. Al massimo, dice, potrebbe riconvertirsi una minoranza.
Negli Stati Uniti la trasformazione è già realtà. Waymo gestisce circa 4'000 taxi autonomi in undici città, contro i circa 700 di due anni fa. In alcuni casi le corse costano meno che con Uber. Anche Tesla e Zoox (Amazon) stanno entrando nel mercato.
In Svizzera, invece, i piani di Waymo non si sono ancora concretizzati, anche se l’azienda si è già messa in contatto con Schaffner.



