Brillamento del viadotto di Castiel, indagine archiviata

La Procura pubblica ha stabilito che era stato concordato con i tecnici cantonali e non vietato dalla normativa.
La Procura pubblica ha stabilito che era stato concordato con i tecnici cantonali e non vietato dalla normativa.
AROSA - La Procura pubblica dei Grigioni ha archiviato l'indagine penale relativa alla detonazione del viadotto di Castiel, situato sulla linea ferroviaria tra Coira e Arosa. L'Ufficio federale dei trasporti aveva contestato alla Ferrovia retica di aver fatto saltare il ponte senza la necessaria autorizzazione.
Il viadotto storico di Castiel era stato demolito a metà maggio 2024 a seguito dei gravi danni materiali causati dal contesto geologico. L'ancoraggio del ponte da un lato si trovava infatti in un'area franosa, dall'altro al portale di una galleria in una parete rocciosa quasi verticale.
Secondo quanto riportato in una comunicazione della Ferrovia retica del 10 giugno 2024, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) riteneva che la demolizione della vecchia struttura mediante brillamento controllato costituisse una modifica del progetto, che avrebbe dovuto essere approvata dall'UFT. La Procura pubblica dei Grigioni ha quindi avviato un'indagine contro ignoti per verificare se la Ferrovia retica avesse violato le disposizioni relative a tale procedura.
Nel frattempo il procedimento è stato archiviato, ha riportato ieri la trasmissione radiofonica Regionaljournal Graubünden. La Procura pubblica ha dichiarato ai microfoni di SRF: "Nel corso dell'indagine sono stati acquisiti gli atti relativi alla procedura di approvazione dei piani e sono state ascoltate, in qualità di persone informate sui fatti, diverse persone coinvolte nel progetto".
L'indagine ha accertato "che l'autorizzazione rilasciata nell'ambito della procedura di approvazione dei piani non conteneva indicazioni specifiche sulla demolizione della struttura, né un divieto esplicito del successivo brillamento". Inoltre, il metodo di demolizione adottato era stato concordato preventivamente con i competenti servizi tecnici cantonali, i quali avevano ritenuto che il brillamento non comportasse rischi per l'ambiente.
La decisione di archiviare l'inchiesta è definitiva.




