Pugni, calci e un taser per far abortire l'ex: condannato il mandante dell'aggressione

La vittima, incinta di sette mesi, era stata aggredita nell'androne del palazzo da due uomini assoldati. L'uomo è stato condannato a una pena detentiva di 5 anni e undici mesi.
BERNA - Il Tribunale federale ha confermato la condanna a cinque anni e undici mesi di carcere inflitta a un uomo del Canton Berna che aveva assoldato due persone per aggredire brutalmente la sua ex fidanzata, incinta di sette mesi, nel tentativo di provocare un aborto. Il feto è sopravvissuto all'aggressione.
Con una sentenza pubblicata martedì, Il Tribunale federale ha respinto integralmente il ricorso dell'uomo, rendendo definitiva la condanna per istigazione a tentato aborto punibile, tentate lesioni personali gravi e rappresentazioni di atti di violenza.
L'aggressione nell'androne del palazzo
I fatti risalgono all'estate del 2021. Due persone, assoldate dall'imputato, avevano attirato la donna, allora al settimo mese di gravidanza, nell'androne del palazzo in cui abitava. L'aggressione era avvenuta in pieno giorno.
Gli aggressori avevano utilizzato un taser contro il ventre della vittima, per poi trascinarla verso l'ingresso della cantina e colpirla ripetutamente con pugni e calci al volto, al torace, all'addome e alla schiena.
Respinte le contestazioni
Nel ricorso al Tribunale federale, l'uomo aveva contestato in particolare la valutazione delle prove, sostenendo che fosse arbitraria. Aveva inoltre criticato la revoca di una precedente pena detentiva di 28 mesi, parzialmente sospesa, inflittagli per reati legati agli stupefacenti.
I giudici federali hanno tuttavia confermato integralmente la decisione del Tribunale superiore bernese, ritenendo corretta la valutazione delle prove che dimostravano il coinvolgimento dell'imputato nell'aggressione. Anche la revoca della precedente sospensione condizionale è stata giudicata legittima.
«Elevato potenziale di violenza»
Nella sentenza, viene inoltre sottolineata la pericolosità dell'uomo. «Il ricorrente presenta un elevato potenziale di violenza», scrive il Tribunale, ricordando che in passato si era già reso protagonista di episodi violenti nei confronti di diverse donne, compresa la sua attuale moglie.
Un altro elemento determinante è il fatto che l'aggressione all'ex fidanzata sia stata organizzata mentre l'uomo si trovava ancora nel periodo di prova legato alla precedente condanna. Alla luce di questi precedenti, il Tribunale superiore bernese ha quindi potuto presumere una prognosi sfavorevole sul rischio di recidiva, giustificando la revoca della sospensione della pena.
Sentenza del Tribunale federale 6B_606/2025 dell'11 settembre 2026.



