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CHIASSO

Alcoltest al lavoro: si poteva dire «no»? E cosa rischia chi rifiuta?

Alcoltest a sorpresa ai dipendenti comunali, il sindacato avverte: «Toccano la sfera privata».
Alcoltest al lavoro: si poteva dire «no»? E cosa rischia chi rifiuta?
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Alcoltest al lavoro: si poteva dire «no»? E cosa rischia chi rifiuta?
Alcoltest a sorpresa ai dipendenti comunali, il sindacato avverte: «Toccano la sfera privata».

CHIASSO - Almeno una parte dei dipendenti comunali sottoposti negli scorsi giorni all'alcoltest sul posto di lavoro, tra piscina e pista di ghiaccio, si aspettava la possibilità di verifiche.

A raccontarlo a Tio è un lavoratore che, per ragioni di riservatezza, preferisce restare anonimo. «Ce le aspettavamo», dice riferendosi ai test alcolemici resi noti dal CdT martedì. Già nei mesi estivi, infatti, i responsabili avrebbero richiamato verbalmente il personale al divieto di consumare alcolici durante il servizio, avvertendo di fare attenzione perché sarebbero potuti arrivare dei controlli di polizia.

Cosa che si è puntualmente verificata con il doppio blitz, la cui modalità ha sollevato interrogativi e perplessità tra i lavoratori che, sulla possibilità di effettuare controlli sul personale, vorrebbero capirne di più («i miei colleghi stanno cercando sul ROC* dove sia prevista una misura del genere», conclude il lavoratore).

«Proporzionalità e consenso della persona»
«Garantire un servizio pubblico in condizioni sicure, per il personale e l’utenza, è chiaramente fondamentale. Ciò premesso, gli alcoltest incidono sulla sfera privata e sulla personalità dei dipendenti. Essi sono quindi ammissibili soltanto in presenza di un interesse prevalente alla sicurezza, nel rispetto del principio di proporzionalità e previo consenso della persona interessata»: è quanto sostiene il Co-segretario Regione Ticino di Vdpod (Sindacato Svizzero del personale dei servizi pubblici e sociosanitari) che ha tra i suoi associati anche dipendenti del comune di confine.

Edoardo Cappelletti, i controlli di Chiasso sono giustificabili, considerando che la piscina era chiusa al pubblico?
«I controlli dovrebbero essere occasionali, a campione e inseriti in un sistema di sicurezza prestabilito, che andrebbe reso noto in anticipo al personale. Occorrerebbe pertanto chiarire l’esistenza di pericoli concreti nel servizio, che i controlli si sono limitati all’essenziale e su quali presupposti sono stati svolti».

I lavoratori potevano rifiutare il test?
«Sì. Riservate eventuali misure disciplinari, il consenso del dipendente è necessario: andrebbe pertanto verificato se il personale ne fosse stato effettivamente informato. Anche in quest’ottica, solleva perplessità un intervento da parte della Polizia comunale su aspetti legati al rapporto di lavoro».

Il rifiuto può comportare sanzioni disciplinari o il licenziamento?
«Attenzione: eventuali conseguenze dipendono dalla legittimità del controllo e, in particolare, dagli indizi concreti di rischio per la sicurezza. Per quanto il Municipio debba assicurare un esercizio sicuro dei servizi pubblici, ogni misura deve rimanere assolutamente proporzionata».

Se l'alcoltest è positivo, il lavoratore rischia conseguenze?
«Non automaticamente, in quanto la presenza di alcol può costituire una violazione disciplinare solo se espone a un pericolo sé stessi o gli altri. E’ altresì importante che la comunicazione sull’esito dei test sia limitato a questo aspetto, nel rispetto della sfera privata dei dipendenti».

Farete qualcosa riguardo a quanto accaduto a Chiasso?
«Rimaniamo a disposizione del personale per chiarire i propri diritti e monitoreremo la situazione, attendendoci dal Municipio una risposta alle preoccupazioni sollevate: si tratta di assicurare il rispetto delle necessarie garanzie nella fattispecie, ma anche per eventuali controlli futuri».

Cosa possono fare i lavoratori che si sono detti contrariati o perplessi?
«Tenuto conto degli accertamenti, possono tecnicamente considerare la contestazione di eventuali sanzioni e/o lesioni della personalità. Posto che la sicurezza rimane un obiettivo condiviso, i controlli vanno sempre svolti rispettando i diritti del personale».

*Cosa dice il Regolamento comunale
«I collaboratori sono tenuti a non mettersi in uno stato che possa esporre loro stessi o altri al pericolo a causa del consumo di alcool o altre sostanze psicotrope» (Art. 27 b).
«Il collaboratore deve mostrarsi degno della stima e della fiducia richieste dalla sua funzione pubblica, tenendo un contegno corretto e dignitoso, sia nello svolgimento della propria funzione, sia nella vita privata» (Art. 25).

Regolamento organico dei collaboratori del Comune di Chiasso (ROC)

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