Da un paesino di 1'000 anime alla WWE, ora Miss Monica arriva in Ticino

La wrestler italiana racconta il suo percorso fino al palcoscenico del Monday Night Raw, il più prestigioso del wrestling mondiale. Sabato 17 ottobre salirà sul ring di Manno: «Mi aspetto un match durissimo».
La wrestler italiana racconta il suo percorso fino al palcoscenico del Monday Night Raw, il più prestigioso del wrestling mondiale. Sabato 17 ottobre salirà sul ring di Manno: «Mi aspetto un match durissimo».
LUGANO - «Vengo da un paese di 1'000 abitanti e ritrovarmi a Kansas City, al Monday Night Raw, a condividere il backstage con i miei idoli, è stata un'esperienza unica».
Dal piccolo paese di Caprara d'Abruzzo, in provincia di Pescara, fino al ring della WWE. Monica Passeri, conosciuta nel mondo del wrestling come Miss Monica, nel 2016 ha scritto una pagina importante della sua carriera affrontando Nia Jax durante Monday Night Raw, uno degli show più celebri della federazione americana.
Dieci anni dopo, la wrestler italiana è pronta a tornare in Ticino. Sabato 17 ottobre salirà sul ring della Sala Aragonite di Manno per Wrestling Live Lugano XVI, dove affronterà l'inglese LA Taylor in una serata che prevede due incontri femminili.
Con lei abbiamo ripercorso il cammino che l'ha portata fino alla WWE, gli insegnamenti ricevuti da una leggenda come Harley Race e i cambiamenti del wrestling femminile. Senza dimenticare la sfida che l'attende a Manno.
Partiamo proprio dall'incontro di sabato. Sul ring troverai l'inglese LA Taylor. Che tipo di avversaria è e che incontro dobbiamo aspettarci?
«LA Taylor è un'atleta talentuosa, agguerrita e molto tosta. Mi aspetto un match durissimo, intenso, dove la tecnica si scontrerà con la pura determinazione. Sarà un incontro da non perdere».
Non è la prima volta che combatti in Svizzera. Che pubblico hai trovato nelle tue precedenti esperienze e che atmosfera ti aspetti a Lugano?
«Il pubblico svizzero, e ticinese in particolare, ha una cultura e un rispetto incredibili per questo sport. C'è competenza, calore e una grandissima passione. Ogni volta che combatto qui sento un'energia speciale. A Lugano mi aspetto un'atmosfera rovente, un pubblico pronto a sostenere lo spettacolo e a far sentire la propria voce dall'inizio alla fine».
Facciamo un salto indietro al 2016. Sei a Kansas City, stai per affrontare Nia Jax a Monday Night Raw. Cosa ricordi di quel momento e cosa hai provato quando hai realizzato dove ti trovavi?
«È stata un'esplosione di emozioni difficili da racchiudere in poche parole. Ricordo le luci accecanti, l'adrenalina che scorreva nelle vene a mille all'ora e la consapevolezza di essere esattamente dove avevo sempre sognato di essere. Quando ho varcato la gorilla position e ho sentito il pubblico, ho provato un senso di profonda gratitudine per tutti i sacrifici fatti per arrivare fino a quel secondo».
foto lettore tio.chMiss MonicaCosa ha rappresentato per te essere la prima wrestler italiana a raggiungere questo obiettivo? Ti sei resa conto immediatamente dell'importanza di quell'esperienza?
«Sul momento l'adrenalina era così alta che ho pensato solo a fare il mio lavoro al massimo delle mie capacità. Col passare del tempo, però, ho realizzato quanto fosse speciale e storico quel traguardo. Essere una pioniera, una delle prime donne italiane a calcare il ring più importante del mondo, è motivo di grandissimo orgoglio».
Prima di approdare sul ring hai praticato danza classica e kickboxing, due discipline molto diverse tra loro. Come è nata la tua passione per il wrestling e quanto hanno influito queste esperienze sulla tua formazione come atleta?
«La danza classica è stata la mia prima grande disciplina: mi ha insegnato la postura, il controllo del corpo, la flessibilità e il senso dello spazio. La kickboxing, invece, mi ha trasmesso la durezza, la gestione della fatica e la potenza dei colpi. Ma cercavo qualcosa che avesse un impatto emotivo e fisico ancora più forte. Quando ho visto il wrestling per la prima volta in televisione, sono rimasta folgorata. Era un mix perfetto di atletismo, teatro, adrenalina e narrazione. Ricordo di essermi detta: “Voglio essere io lì dentro”. Sentivo che il ring era il mio posto nel mondo».
Negli Stati Uniti hai avuto l'opportunità di allenarti con Harley Race, una figura storica del wrestling. C'è un suo insegnamento che ancora oggi ti accompagna ogni volta che sali sul ring?
«Allenarmi con una leggenda assoluta come Harley Race è stato un privilegio immenso e un'esperienza che ti cambia la vita. L'insegnamento più grande che mi ha trasmesso è il rispetto viscerale per il business e per il ring: mi ha insegnato la durezza mentale, a non cercare mai scorciatoie e a rendere ogni singola mossa vera, intensa e credibile. Quella scuola di pensiero è ancora oggi la bussola del mio modo di lottare».
Dopo l'esperienza alla WWE hai continuato a combattere in giro per il mondo. Se ripensi alla Monica degli esordi, qual è la differenza più grande rispetto all'atleta che sei oggi?
«È cambiata radicalmente. La ragazza insicura ma determinata dei primi anni si è trasformata in una professionista matura, consapevole dei propri mezzi, della propria forza e della propria identità sul ring. L'esperienza internazionale ti costringe a evolverti continuamente: oggi leggo il match in modo diverso, so gestire i ritmi, il pubblico e le avversarie con un bagaglio emotivo e tecnico che solo anni di battaglie in tutto il mondo possono darti».
Quando hai iniziato, le donne avevano uno spazio molto diverso nel wrestling; oggi, invece, le vediamo protagoniste anche degli incontri più importanti. Quanto è cambiato davvero questo mondo?
«Il cambiamento è stato epocale. Quando ho iniziato io, spesso le donne venivano relegate a ruoli marginali o viste solo come modelle. Oggi le atlete lottano nei main event, raccontano storie profonde, offrono match di altissimo livello tecnico e atletico e godono dello stesso rispetto e spazio dei colleghi uomini. Le donne nel wrestling hanno dimostrato di non avere nulla da invidiare a nessuno, e vedere questa evoluzione dall'interno è straordinario».
Chiudiamo con una sfida: convincere qualcuno che non ha mai visto un incontro di wrestling a venire sabato a Manno. Cosa gli diresti?
«Perché il wrestling dal vivo è un'esperienza sensoriale e viscerale che non ha eguali in nessun altro sport o spettacolo. C'è atletismo incredibile, pathos, colpi di scena, adrenalina pura e un legame unico che si crea tra gli atleti sul ring e il pubblico. Non serve essere esperti per capirlo o apprezzarlo: basta lasciarsi trasportare dall'energia della serata. Vi prometto che non ve ne pentirete!»
La prevendita per I'evento è aperta su biglietteria.ch.




