Viaggio da incubo sul treno Zurigo-Coira: 35enne vittima di molestie

Un uomo la fissa e si tocca ripetutamente l'inguine. Lei chiama la polizia dei trasporti, ma a intervenire è soltanto una controllora. Le FFS spiegano perché.
Un uomo la fissa e si tocca ripetutamente l'inguine. Lei chiama la polizia dei trasporti, ma a intervenire è soltanto una controllora. Le FFS spiegano perché.
ZURIGO - Un sabato notte da incubo per una 35enne che viaggiava a bordo di un treno da Zurigo a Coira. Poco dopo mezzanotte, la donna ha notato un uomo seduto a poca distanza da lei che la fissava insistentemente e «faceva movimenti strani con le gambe, mentre si toccava ripetutamente l'inguine». Inizialmente, ha raccontato a 20 Minuten, ha faticato a credere a ciò che stava vedendo: «In un primo momento, ho pensato che forse non stessi vedendo bene». Resasi conto della situazione, ha deciso di contattare la polizia dei trasporti delle FFS. Dopo la chiamata, però, a raggiungerla è stata soltanto una controllora dei biglietti, che ha parlato con l'uomo in inglese. Stando al racconto della 35enne, non sarebbe intervenuto né il personale di sicurezza né alcun agente della polizia ferroviaria.
Interpellate da 20 Minuten, le FFS hanno spiegato che, ricevuta la segnalazione, è stata immediatamente valutata la possibilità di intervenire lungo il percorso del treno. In questo caso, tuttavia, non sarebbe stato possibile mobilitare gli agenti in tempo utile. «Quando il treno è arrivato a Coira, la persona ricercata non era più a bordo», ha precisato un portavoce.
«Il personale di bordo è formato per gestire situazioni di conflitto e aggressività, nonché per adottare comportamenti volti ad allentare le tensioni», ha aggiunto il portavoce delle FFS. I dipendenti possono inoltre prestare assistenza alle persone coinvolte e trasmettere alla centrale operativa della polizia dei trasporti informazioni il più possibile dettagliate sull'accaduto.
In seguito alla segnalazione, la polizia dei trasporti ha provveduto a conservare le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza. Le immagini, precisano le FFS, possono essere consegnate entro 100 giorni, previa presentazione di un'apposita ordinanza di acquisizione. «Consigliamo pertanto alla cliente di sporgere denuncia presso la polizia locale», ha concluso il portavoce.




