Pollo contaminato: coinvolte tre catene di supermercati

Un test della SRF su 16 prodotti a base di pollo venduti in Svizzera ha rilevato la presenza di batteri resistenti agli antibiotici.
Un test della SRF su 16 prodotti a base di pollo venduti in Svizzera ha rilevato la presenza di batteri resistenti agli antibiotici.
SVIZZERA - Batteri resistenti agli antibiotici in alcuni prodotti a base di pollo venduti nei supermercati svizzeri. A rilevarli è un'indagine condotta dalla trasmissione «Kassensturz» della SRF insieme alla rivista per consumatori «K-Tipp». Sotto la lente sono finiti 16 prodotti a base di petto di pollo acquistati nella grande distribuzione. Le analisi di laboratorio hanno individuato germi resistenti a determinati antibiotici in tre dei sei prodotti importati. Nessuna traccia dei batteri ricercati, invece, nei dieci campioni di origine svizzera.
Positivi tre prodotti di Migros, Lidl e Denner
I batteri rilevati appartengono alla categoria dei cosiddetti germi ESBL, resistenti a determinati antibiotici e potenzialmente in grado di rendere più difficile la cura delle infezioni. I tre prodotti risultati positivi erano in vendita da Lidl, Denner e Migros.
Quello di Lidl proveniva dalla Germania, quello di Denner dai Paesi Bassi e quello di Migros dall'Ungheria. Anche i prezzi erano tra i più bassi dell'indagine: 13.50 franchi al chilogrammo per i primi due e 15 franchi per il terzo.
Il pollo svizzero supera il test
Il confronto con i prodotti di origine svizzera mostra un quadro diverso. Nessuno dei dieci campioni analizzati è risultato positivo ai germi ricercati.
Tra questi figurano anche i due prodotti più costosi dell'indagine, Migros Bio e Coop Naturaplan, entrambi venduti a 56 franchi al chilogrammo, oltre quattro volte il prezzo dei campioni contaminati più economici. Ma risultati negativi sono arrivati anche dal pollo svizzero meno caro, come quello proposto da Denner e Aldi a 22.50 franchi al chilogrammo.
Il prezzo e la provenienza, tuttavia, non bastano a stabilire se un prodotto contenga batteri resistenti. Altri due prodotti importati, entrambi venduti a 15 franchi al chilogrammo, sono infatti risultati negativi. Gli autori dell'inchiesta invitano quindi alla prudenza: il numero ridotto di campioni esaminati non consente di affermare che il pollo importato o quello più economico sia generalmente più contaminato.
Migros rafforza i controlli
Interpellati dalla SRF, i distributori interessati hanno assicurato di prendere sul serio i risultati delle analisi e di voler approfondire la questione con i rispettivi fornitori. Migros ha annunciato un passo ulteriore: inserirà la ricerca di germi resistenti agli antibiotici nel proprio programma di controllo. Finora l'azienda verificava la presenza di residui di antibiotici nella carne, senza aver riscontrato anomalie, secondo quanto dichiarato.
Quali sono i rischi per la salute?
La presenza di questi batteri nella carne non significa necessariamente che chi la consuma si ammalerà. Il problema si pone soprattutto quando i germi vengono trasmessi all'essere umano e provocano un'infezione. In questi casi, spiega alla SRF Diego Andrey, infettivologo dell'Ospedale universitario di Ginevra, diversi antibiotici possono rivelarsi inefficaci, complicando il trattamento.
Per ridurre il rischio, la precauzione principale è una preparazione corretta della carne. Una cottura completa permette infatti di eliminare i batteri.
Altrettanto importante è evitare le contaminazioni incrociate durante la preparazione dei pasti: il pollo crudo deve essere tenuto separato dagli altri alimenti e tutti gli utensili utilizzati, compresi coltelli e taglieri, devono essere puliti accuratamente. Lo stesso vale per le mani dopo aver maneggiato la carne cruda.






