Contrasto al riciclaggio: servono più personale e sanzioni

La piazza finanziaria elvetica rimane attrattiva per i criminali, secondo un rapporto di cui il Consiglio federale ha preso nota
BERNA - I rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo rimangono elevati in Svizzera. È quanto sostiene un rapporto della Confederazione, di cui oggi il Consiglio federale ha preso nota, in cui si consiglia di dotare le autorità di maggiori risorse, prevedere sanzioni più severe in materia di vigilanza finanziaria e adottare rapidamente una legge contro le organizzazioni criminali.
La piazza finanziaria elvetica rimane attrattiva per i criminali, stando al terzo rapporto di valutazione nazionale dei rischi inerenti al riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Sebbene il sistema nazionale di contrasto a tali fenomeni sia nel complesso solido, esso deve adattarsi costantemente alle nuove tecnologie utilizzate dagli autori dei reati.
Affinché la Svizzera possa migliorare la propria lotta in questo ambito, il Gruppo di coordinamento interdipartimentale per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e della proliferazione (GCRF) ha formulato otto raccomandazioni.
Al centro delle raccomandazioni si consiglia di rafforzare il personale facente parte delle autorità preposte al contrasto della criminalità. A causa del massiccio aumento delle segnalazioni di sospetti casi di riciclaggio di denaro, il sistema di controllo rischia di raggiungere i propri limiti. È quindi indispensabile che le autorità di vigilanza e di esecuzione si dotino di personale supplementare, di sistemi informatici più efficienti e di risorse finanziarie sufficienti.
Secondo il rapporto, è necessario intervenire anche in materia di sanzioni. Occorre portare avanti gli sforzi in corso volti ad ampliare l’arsenale sanzionatorio dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma). L’obiettivo è quello di giungere a «sanzioni efficaci e dissuasive».
Gli autori del rapporto esprimono inoltre preoccupazione per la criminalità organizzata. Le reti criminali utilizzano la Svizzera non solo per trasferire fondi, ma anche per infiltrarsi sempre più nel tessuto economico legale. Il GCRF insiste affinché il progetto di legge in corso volto a combattere la criminalità organizzata sia sottoposto al Parlamento al più presto.
Raccomanda inoltre di esaminare e, se del caso, rivedere l’attuale legge sul controllo dei metalli preziosi. È inoltre opportuno valutare costantemente se il registro di trasparenza relativo alla divulgazione dei titolari economici, entrato in vigore a inizio ottobre, produca gli effetti auspicati.



