Acquisto di droni israeliani: stop definitivo all’azione legale delle organizzazioni

Le motivazioni della sentenza sottolineano l’abuso della procedura e il mancato rispetto dell’iter previsto per la consultazione dei documenti.
Le motivazioni della sentenza sottolineano l’abuso della procedura e il mancato rispetto dell’iter previsto per la consultazione dei documenti.
LOSANNA - Un'alleanza di organizzazioni guidata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSoA) ha perso la sua battaglia davanti al Tribunale federale. L'obiettivo era ottenere l'accesso ai contratti per l'acquisto dei droni da ricognizione israeliani «Hermes 900 HFE».
Come emerge dalla sentenza pubblicata mercoledì, il Tribunale federale ha giudicato abusiva l'iniziativa dei ricorrenti, che avevano cercato di ottenere i contratti attraverso una procedura di assunzione preventiva delle prove.
Per consultare documenti ufficiali come i contratti di acquisto occorre infatti seguire la procedura prevista dalla legge sulla trasparenza. Secondo i giudici, le organizzazioni avrebbero cercato di aggirare questa via amministrativa.
Azione legale contro i contratti
Già nel luglio 2025 il Tribunale superiore del Cantone di Berna aveva respinto la richiesta, giudicandola abusiva. Secondo i giudici bernesi, l'iniziativa non puntava a far valere pretese di diritto civile, ma perseguiva obiettivi politici.
A presentare il ricorso, oltre alla GSoA, sono stati la Lega svizzera per i diritti umani, l'Associazione svizzera degli avvocati per la Palestina e due privati cittadini.
Attraverso l'accesso ai contratti, i ricorrenti intendevano valutare le possibilità di successo di un'azione legale volta a far dichiarare nullo l'accordo per l'acquisto dei droni dal produttore israeliano Elbit Systems. (Sentenza 4A_452/2025 del 14.9.2026)




