Berna punta sulla collaborazione con l'UE per la guerra elettronica

La Svizzera aderisce al MoU Knifefish per modernizzare le proprie capacità elettromagnetiche, mantenendo la neutralità.
La Svizzera aderisce al MoU Knifefish per modernizzare le proprie capacità elettromagnetiche, mantenendo la neutralità.
BERNA - Occorre ammodernare le capacità della Svizzera nell'ambito della guerra elettronica. Per farlo, il Consiglio federale ha deciso oggi di aderire a una dichiarazione di intenti relativa alla cooperazione a livello europeo nell'ambito delle capacità di combattimento elettromagnetiche, denominata MoU Knifefish.
La Germania e la Danimarca partecipano già al programma, avviato dai Paesi Bassi, mentre la Svezia intende aderirvi tramite un accordo di modifica, precisa il Governo in una nota, aggiungendo che l'adesione è in linea con la sua strategia in materia di armamento.
Il programma favorisce l'acquisto e lo scambio di sistemi di attacco elettronici, offrendo vantaggi operativi e logistici. Permette di coordinare meglio tra loro materiali, dati e di utilizzare in comune gli apparecchi di verifica e i pezzi di ricambio. La Svizzera può beneficiare in particolare di economie di scala e prezzi d'acquisto più vantaggiosi.
Il MoU Knifefish consente a Berna di decidere caso per caso a quali progetti desidera partecipare. La neutralità è garantita, puntualizza l'esecutivo, aggiungendo che la Svizzera potrà ritirarsi dalla cooperazione in qualsiasi momento qualora uno degli Stati partecipanti al programma dovesse essere coinvolto in un conflitto armato.
La guerra elettronica utilizza lo spettro elettromagnetico per svolgere azioni difensive e impieghi finalizzati a controllare questo spettro elettromagnetico e a utilizzarlo per le proprie esigenze nonché ad impedirne l'uso da parte degli avversari, ricorda il Consiglio federale.
Le forze armate utilizzano la guerra elettronica per acquisire informazioni, «mascherare» i propri sistemi e disturbare le radiazioni avversarie. La guerra elettronica, ormai fondamentale nei conflitti moderni, comprende tre ambiti: «attacco elettronico», «protezione elettronica» e «supporto elettronico».




