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Scandalo delle sovvenzioni BLS, parte dell'inchiesta dovrà essere ripetuta

Il Tribunale federale respinge il ricorso della Confederazione: motivazioni insufficienti sul rischio di prescrizione dei reati.
Scandalo delle sovvenzioni BLS, parte dell'inchiesta dovrà essere ripetuta
Depositphotos (Bumble-Dee)
Fonte Ats
Scandalo delle sovvenzioni BLS, parte dell'inchiesta dovrà essere ripetuta
Il Tribunale federale respinge il ricorso della Confederazione: motivazioni insufficienti sul rischio di prescrizione dei reati.

LOSANNA - Parti dell'indagine penale sullo scandalo delle sovvenzioni alla BLS dovranno essere ripetute. Il Tribunale federale non è entrato nel merito del ricorso presentato dalla Confederazione contro una decisione della giustizia bernese, ritenendo insufficienti le motivazioni fornite sul rischio di prescrizione dei reati. La vicenda coinvolge l'ex direttore della compagnia ferroviaria Bernard Guillelmon e un altro ex membro della dirigenza.

Il procedimento riguarda presunte irregolarità nell'ottenimento di contributi pubblici per il traffico regionale dei passeggeri, per un importo di circa 10 milioni di franchi. Secondo le accuse, i responsabili della BLS avrebbero dichiarato alla Confederazione e ai Cantoni coinvolti ricavi inferiori a quelli effettivi, allo scopo di ottenere sovvenzioni più elevate del dovuto.

L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) aveva avviato nell'agosto 2023 una procedura penale amministrativa contro i due ex dirigenti, accusati di frode nelle prestazioni e di ottenimento fraudolento di una falsa attestazione. Per condurre l'inchiesta era stato incaricato un avvocato esterno. Gli atti erano poi stati trasmessi al Ministero pubblico bernese e successivamente, insieme all'atto d'accusa dell'UFT, al Tribunale penale economico.

Quest'ultimo aveva tuttavia respinto l'atto d'accusa, stabilendo che tutti gli atti investigativi compiuti dal precedente responsabile dovessero essere ripetuti. Secondo i giudici, infatti, la procedura avrebbe dovuto essere condotta da una persona appartenente all'amministrazione. Una decisione confermata lo scorso aprile dal Tribunale superiore bernese, contro la quale l'UFT si era rivolto al Tribunale federale.

Nella sentenza pubblicata mercoledì, l'Alta Corte ha però stabilito che il ricorso non soddisfa i requisiti necessari per essere esaminato. La decisione contestata è infatti di natura interlocutoria e può essere impugnata soltanto in presenza di un rischio di danno irreparabile. La possibile prescrizione dei reati potrebbe costituire un simile danno, ma l'UFT non ha precisato quali indagini, interrogatori o altri atti procedurali debbano essere ripetuti, né ha spiegato perché il tempo a disposizione sarebbe insufficiente.

I giudici federali hanno inoltre osservato che il precedente responsabile dell'inchiesta lavorava a tempo parziale. Non è quindi evidente perché un nuovo incaricato, eventualmente impiegato a tempo pieno, non possa completare gli accertamenti entro i termini previsti. Neppure la possibilità che gli imputati o i testimoni rallentino il procedimento attraverso richieste di rinvio modifica questa valutazione. Il caso torna dunque all'autorità inquirente per la ripetizione degli atti contestati, come stabilito dalla giustizia bernese. La decisione del Tribunale federale è contenuta nella sentenza 7B_633/2026 del 23 settembre 2026.

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