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Verso una stretta sui social: ecco cosa potrebbe cambiare

Il Consiglio federale prepara nuove misure per proteggere i minorenni. Tra le novità, il divieto di pubblicità personalizzata. Ma non tutti sono d'accordo.
Verso una stretta sui social: ecco cosa potrebbe cambiare
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Fonte Sda
Verso una stretta sui social: ecco cosa potrebbe cambiare
Il Consiglio federale prepara nuove misure per proteggere i minorenni. Tra le novità, il divieto di pubblicità personalizzata. Ma non tutti sono d'accordo.

BERNA - I giovani dovrebbero essere maggiormente protetti sui social media e, in seguito alle proposte emerse in fase di consultazione, il Consiglio federale ha introdotto oggi nuove misure per la protezione dei giovani nel progetto preliminare di legge sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (LPCom).

Il Governo ha quindi incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare un messaggio entro fine giugno 2027 che introduca la procedura di segnalazione per tutti i contenuti presumibilmente illeciti, inserisca una valutazione e una riduzione dei rischi per i giovani e vieti alle piattaforme di mostrare ai minori pubblicità profilate in base al loro comportamento in rete e alla loro personalità.

La nuova LPCom si applicherà alle grandi piattaforme come Facebook, X, Tiktok e Google e ai motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale, che secondo l'Esecutivo influenzano in maniera sempre maggiore il dibattito pubblico. Le piattaforme consultate avevano contestato la bozza preliminare temendo la contrazione della libertà d'opinione. Cantoni e associazioni di settore erano in principio favorevoli.

I Verdi chiedono una maggiore protezione dei giovani
Con le nuove misure a tutela dei giovani, il Consiglio federale risponde alle richieste dei Verdi, che hanno presentato diversi interventi parlamentari sul tema. L'obiettivo è rendere più sicuro l'utilizzo delle piattaforme da parte dei minorenni, salvaguardando al tempo stesso il loro diritto a partecipare al dibattito pubblico.

Le piattaforme e i motori di ricerca interessati dovranno valutare in che misura i loro servizi possano creare o aggravare rischi per i minorenni e adottare provvedimenti per limitarli. Alle grandi piattaforme sarà inoltre vietato mostrare pubblicità personalizzata ai minorenni.

UDC e PLR contrari alla legge
La consultazione, svoltasi tra ottobre 2025 e febbraio 2026, ha raccolto 214 pareri, secondo quanto emerge dal relativo rapporto. La maggioranza dei partecipanti si è espressa a favore del progetto del Consiglio federale.

Tra i partiti rappresentati in Parlamento, sostengono la proposta il Centro, il PS, i Verdi, i Verdi liberali e il Partito evangelico. Favorevoli anche 22 Cantoni.

Contrari invece i Cantoni di Svitto e Turgovia, così come il PLR, l'UDC e l'Unione democratica federale. Tra le ragioni dell'opposizione figurano i timori per i possibili rischi alla libertà di opinione e di informazione.

Come detto, il Consiglio federale ha ora incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di preparare il messaggio entro la fine di giugno 2027. La parola passerà poi al Parlamento, che dovrà pronunciarsi sul progetto di legge.

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