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SVIZZERA

L'investimento nelle piantagioni di teak fallisce: 800 svizzeri tremano

Sono complessivamente 6000 i clienti che hanno investito 200 milioni di franchi in piantagioni in Costa Rica ed Ecuador, gestite da una società nidvaldese
L'investimento nelle piantagioni di teak fallisce: 800 svizzeri tremano
LFS Bewirtschaftungs AG
La Life Forestry Switzerland AG viene liquidata. Migliaia di clienti devono temere per il denaro investito. 800 di loro sono svizzeri.
L'investimento nelle piantagioni di teak fallisce: 800 svizzeri tremano
Sono complessivamente 6000 i clienti che hanno investito 200 milioni di franchi in piantagioni in Costa Rica ed Ecuador, gestite da una società nidvaldese

SVIZZERA - Circa 800 investitori svizzeri rischiano di perdere i soldi investiti in piantagioni di teak in America Latina. La società Life Forestry Switzerland (LFS) con sede a Stans (NW), che proponeva investimenti in alberi tropicali in Costa Rica ed Ecuador, è fallita. A rivelarlo è un'inchiesta condotta da Correctiv.Schweiz e dalla trasmissione SRF Rundschau. Complessivamente, oltre 6000 clienti in tutta Europa hanno affidato all'azienda circa 200 milioni di franchi.

Promessi rendimenti fino al 12%
Il modello commerciale della LFS prevedeva la vendita di giovani alberi di teak agli investitori, che ne diventavano proprietari. La società si occupava della manutenzione delle piantagioni, del successivo raccolto e della vendita del legname, trattenendo il 15% dei ricavi. Ai clienti venivano prospettati rendimenti annui fino al 12%. Il teak, particolarmente apprezzato per la produzione di mobili, pavimenti e imbarcazioni, è un legno tropicale resistente e durevole, coltivabile in piantagioni.

Dove sono finiti i 200 milioni?
Secondo l'inchiesta giornalistica, gli alberi esistono realmente, ma quelli situati in Costa Rica non appartengono direttamente alla LFS, bensì a due società locali. Nel consiglio di amministrazione di una di queste siede Carl-Lambert Liesenberg, 62 anni, direttore della LFS e, dal 2017, proprietario e unico membro del suo consiglio di amministrazione. L'altra società è gestita da un suo partner commerciale. Dall'analisi del bilancio finale del 2023 emergono inoltre prestiti per complessivi 25 milioni di franchi, concessi ad altre aziende riconducibili a Liesenberg in Svizzera e Tanzania, nonché a partner commerciali in Ecuador. Altri 3,6 milioni di franchi sono stati destinati personalmente all'imprenditore.

Indagine penale in corso
Il Ministero pubblico di Nidvaldo ha confermato l'esistenza di un procedimento penale nei confronti di Liesenberg, residente nella Svizzera centrale. Nell'ambito delle indagini sono state effettuate cinque perquisizioni domiciliari. Nei confronti del 62enne vale la presunzione di innocenza. La vicenda ha avuto sviluppi giudiziari anche in Germania, dove risiede la maggior parte dei clienti della LFS. Nel 2025, il tribunale regionale di Francoforte sull'Oder ha stabilito che il modello commerciale della società era stato fin dall'inizio «finalizzato a ingannare e danneggiare i clienti».

La difesa: «Nessuno ha perso i propri soldi»
Liesenberg respinge le accuse e, attraverso un comunicato stampa, sostiene che il fallimento della società non avrà come diretta conseguenza la perdita degli investimenti. A suo dire, i clienti rimangono proprietari degli alberi e l'insolvenza riguarda esclusivamente le attività di gestione, raccolta e commercializzazione del legname. «Con l'insolvenza della LFS AG nessuno è stato danneggiato e tutti gli obblighi vengono rispettati», afferma l'imprenditore. Secondo Liesenberg, circa 4000 clienti avrebbero già sottoscritto nuovi contratti con un suo ex collaboratore, incaricato di proseguire la gestione delle piantagioni. Resta tuttavia aperta la questione delle prospettive di recupero degli investimenti per gli altri clienti coinvolti.

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