Pensionato la spunta contro le FFS dopo mesi di battaglia

L'Ufficio federale dei trasporti ha dichiarato ingiustificata la sanzione inflitta, alimentando il dibattito sulle regole tariffarie dei trasporti pubblici: «Sono stato trattato come un criminale»
L'Ufficio federale dei trasporti ha dichiarato ingiustificata la sanzione inflitta, alimentando il dibattito sulle regole tariffarie dei trasporti pubblici: «Sono stato trattato come un criminale»
ZURIGO - «Mi sono sentito trattato come un criminale». È così che un pensionato del Canton Zurigo ha descritto la vicenda, a seguito di un supplemento di 75 franchi inflitto per aver viaggiato su un percorso alternativo non coperto dal biglietto acquistato. A costringerlo a cambiare itinerario era stato il ritardo di un autobus. Ora, dopo mesi di reclami, l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) gli ha dato ragione, giudicando il supplemento ingiustificato. L'uomo, tuttavia, non intende fermarsi e vuole proseguire la causa civile per ottenere un risarcimento.
La vicenda - riportano i quotidiani del gruppo Tamedia - risale alla scorsa primavera, quando il pensionato si stava recando con un amico a fare un’escursione da Küsnacht a Rafz, utilizzando i mezzi pubblici. A causa del ritardo di un autobus, i due hanno perso la coincidenza a Zurigo Stadelhofen e hanno preso il primo collegamento disponibile per raggiungere la destinazione.
Senza accorgersene, hanno attraversato una zona tariffaria aggiuntiva, per la quale avrebbero dovuto pagare un supplemento di 1,10 franchi. Durante un controllo, sono stati sanzionati con 75 franchi e iscritti nel registro dei viaggiatori senza titolo di trasporto valido.
Il pensionato ha così contestato la sanzione, sostenendo che la responsabilità del cambio di itinerario non fosse sua, ma delle aziende di trasporto pubblico. Inoltre, l’app delle FFS gli aveva suggerito proprio quel collegamento alternativo. A suo avviso, non si può pretendere che i viaggiatori conoscano tutte le zone tariffarie.
Dai reclami alla decisione dell'UFT
In un primo momento, l'assistenza clienti delle FFS ha ridotto il supplemento di 40 franchi «a titolo di cortesia». Restavano però da pagare 35 franchi e rimaneva l’iscrizione nel registro. Anche lo ZVV, la Comunità dei trasporti di Zurigo, e l’organo di conciliazione dei trasporti pubblici hanno inizialmente respinto le contestazioni del pensionato.
Al centro della disputa c’era l’interpretazione delle regole tariffarie. La disposizione T600 prevede che, in caso di ritardo o soppressione di un treno, chi possiede un titolo di trasporto valido possa proseguire con il collegamento adeguato successivo, eventualmente anche lungo un itinerario diverso, senza pagare una differenza di prezzo.
Per Fierz, questa regola confermava di aver agito correttamente. FFS e organo di conciliazione avevano invece ritenuto che un collegamento adeguato non dovesse attraversare zone tariffarie supplementari.
Di fronte alla prospettiva di una causa civile, lo ZVV ha chiesto una valutazione all’Ufficio federale dei trasporti, autorità di vigilanza competente. La risposta ha ribaltato le precedenti decisioni: l’UFT ha giudicato il supplemento «ingiustificato».
In una lettera del 7 ottobre, lo ZVV ha quindi comunicato a Fierz che non dovrà pagare nulla e che l’iscrizione nel registro dei viaggiatori senza titolo di trasporto valido sarà cancellata.
La decisione potrebbe avere conseguenze anche per altri viaggiatori. L’UFT, Alliance SwissPass e l’Unione dei trasporti pubblici discuteranno infatti le modalità concrete per applicarla.
Per Fierz, però, la vicenda non è conclusa. Il pensionato intende proseguire la causa civile per ottenere un risarcimento per il tempo e gli sforzi impiegati nel contestare quella che considera una decisione ingiusta.




