Chirurgia toracica EOC: dai tumori polmonari agli interventi da primato mondiale

Al Cardiocentro Ticino, tecnologie avanzate e collaborazione tra specialisti aprono nuove possibilità di cura per i pazienti
Al Cardiocentro Ticino, tecnologie avanzate e collaborazione tra specialisti aprono nuove possibilità di cura per i pazienti
LUGANO - Spesso le storie di successo nascono grazie all'unione e alle collaborazioni. Come quella volta che al Cardiocentro Ticino venne eseguito «il primo trapianto al mondo di arteria polmonare». Lo ricorda bene il primario Stefano Cafarotti. Oggi, più che mai, all'Istituto Cardiocentro Ticino dell'EOC si punta su una collaborazione ancora più stretta tra specialisti. Prendiamo ad esempio il cuore e il polmone: sono due organi strettamente collegati. L'integrazione della Chirurgia toracica rappresenta un importante passo avanti verso un modello di cura sempre più multidisciplinare.
Una collaborazione che porta diversi benefici.
«Unire specialità che lavorano nello stesso distretto anatomico significa offrire ai pazienti maggiore sicurezza, efficacia e prontezza di intervento», spiega Massimo Manserra, direttore dell'Istituto Cardiocentro Ticino. Un'integrazione che porta benefici non soltanto durante le operazioni, ma anche nell'assistenza e nel recupero postoperatorio.
Il servizio, diretto dal primario Stefano Cafarotti, si occupa principalmente della cura chirurgica dei tumori polmonari, ma anche di traumi toracici e patologie della pleura e del timo. Un ambito nel quale i progressi dell'oncologia stanno aprendo possibilità fino a pochi anni fa impensabili.
Interventi sempre più complessi e un record mondiale.
«L'avvento di nuovi farmaci, dell'immunoterapia e delle terapie biologiche ha reso oggi operabili pazienti che un tempo non lo erano», sottolinea Cafarotti. La collaborazione tra chirurghi toracici, cardiochirurghi e cardioanestesisti ha inoltre permesso di realizzare interventi di straordinaria complessità, tra cui quello che il primario descrive come «il primo trapianto al mondo di arteria polmonare», eseguito proprio al Cardiocentro Ticino.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle tecniche mininvasive, che permettono di operare attraverso piccole incisioni, riducendo il trauma chirurgico. «La complessità dell'intervento e i risultati oncologici rimangono gli stessi della chirurgia tradizionale, ma il paziente beneficia di una ripresa funzionale più veloce», spiega Miriam Patella, caposervizio di Chirurgia toracica.
Ma la sfida non è soltanto chirurgica.
Affrontare una malattia oncologica significa intraprendere un percorso spesso lungo, accompagnato da paure, dubbi e preoccupazioni. «La malattia oncologica porta con sé un peso emotivo e psicologico molto importante, tanto che l'intervento passa quasi in secondo piano», racconta Stefano Bernasconi, responsabile infermieristico. Per questo, accanto all'assistenza clinica, diventano fondamentali l'ascolto, il sostegno e la collaborazione con gli specialisti dell'oncologia.








