Cercare la morte allo zoo

L’istinto degli animali selvatici nei parchi zoologici non può essere mai completamente domato, come evidenziano i recenti incidenti mortali.
Lo scrittore Charles Bukowski scrisse che “puoi mettere in gabbia una tigre, ma non puoi essere sicuro di averla domata. Con gli uomini è più semplice”. Non si può mai essere sicuri di aver addomesticato un animale selvatico che, per sua stessa definizione, dovrebbe essere libero di vivere nel proprio habitat naturale in base alle regole dettate dal proprio istinto. Molti di loro, invece, sono costretti a vivere dietro i recinti degli zoo per soddisfare la curiosità dei visitatori che fanno la fila per osservarli, diventando l'ombra di ciò che erano in natura. Eppure, anche in questo caso, anche quando li si vede ciondolare indolenti al sole, o passeggiare avanti e indietro nello spazio loro concesso, non vi è la certezza che l'istinto non prevalga vedendosi parare una persona di fronte. Parliamo di istinto e non di crudeltà, perché non è questo sentimento a guidare l'assalto di un animale selvatico nei confronti di ciò che viene inteso come preda, fosse anche un uomo. Gli esperti, quindi, sono sicuri nel dire che non sia stata la crudeltà a spingere un magnifico esemplare di tigre siberiana ad assalire ed uccidere un uomo allo zoo dello Yorkshire, e il fatto che quest'ultimo abbia volontariamente scavalcato la recinzione dello spazio riservato alle tigri e si sia trovato ad affrontare un animale che, in quanto a forza fisica, non poteva lasciargli scampo.
William ChapmanWilliam, ucciso dalla tigre
Lo scorso 10 ottobre, intorno alle 13.30, un ragazzo dall'età apparente di vent'anni è entrato nella zona recintata riservata alle tigri al Wildlife Park nel Doncaster, e, come si vede chiaramente da un video diventato subito virale, si è avvicinato ad una tigre sdraiata su di una piattaforma in legno, fronteggiandola prima di rimanere ucciso. In una nota pubblica, la direzione del parco ha inviato le più sentite condoglianze alla famiglia e ai cari della persona che ha perso la vita” aggiungendo che “le sue procedure di risposta alle emergenze sono state immediatamente attivate” in uno spirito di collaborazione con la polizia per accertare la dinamica di quanto successo.
Secondo la Bbc, la vittima si chiamava William Chapman ed avrebbe pubblicato dei contenuti social sul proprio profilo Instagram, mostrando il momento in cui si avvicina ad una tigre di Amur di duecento chilogrammi chiamata Altai . Secondo quanto scritto dal quotidiano britannico The Independent, sulla base delle testimonianze dei visitatori che hanno assistito alla scena, il ragazzo avrebbe posato per una foto con l'animale sullo sfondo prima di scavalcare la recinzione ed entrare nel recinto.
Ballava ascoltando la musica
Una testimone ha riferito che Chapman “ballava ascoltando i suoi AirPods e si stava divertendo felicemente a guardare la tigre. Ovviamente non era con nessuno e ha chiesto ad un perfetto sconosciuto di fargli una foto con la tigre”. Altre persone hanno poi raccontato che il personale del parco ha sparato dei colpi a salve nel tentativo di distrarre la tigre, ma senza risultato, tanto che l'uomo è stato dichiarato morto sulla scena dalla polizia del South Yorkshire. Anthony Hunt, che si era recato al parco con la fidanzata Scarlet, ha raccontato a Sky News di aver notato che l'espressione della tigre fosse cambiata all'improvviso: “I suoi occhi erano fissi su qualcosa che si trovava nel recinto. Abbiamo pensato che volesse sfamarsi ma quando Scarlet ha puntato l'obiettivo per scattare una foto abbiamo visto che un ragazzo era entrato nel recinto”. Secondo la testimonianza dell'uomo, una visitatrice, avendo capito le intenzioni di Chapman, avrebbe cercato “di tirarlo indietro ma senza riuscirci” : il ragazzo si sarebbe messo a quattro zampe e avrebbe guardato il cielo pregando. La tigre, sempre secondo Hunt, sarebbe quindi scesa dalla piattaforma e lo avrebbe annusato, e Chapman le avrebbe urlato “di smettere di fare la cattiva”.
ImagoSistemi di sicurezza e recinti
Al Wildlife Park “le barriere sono enormi” ha raccontato un testimone ”devi davvero voler entrare all'interno del recinto per poterlo fare. L'incidente è finito in pochi minuti. I guardiani hanno fatto tutto il possibile, è stato orribile”. Secondo il dottor Campbell Murn, ex membro del comitato di esperti dello zoo del governo e docente dell'Università di Reading, le barriere non sono dei dissuasori sufficienti a scoraggiare chi vuole compiere gesti simili. “E' come quando un ladro determinato riuscirà ad entrare nella casa o nell'auto di qualcuno nonostante i migliori sistemi di sicurezza e recinti. A volte queste cose accadono”. Non si conoscono le ragioni del gesto del ragazzo che i quotidiani britannici descrivono come un soggetto “vulnerabile”, e le indagini sono tuttora in corso.
Gerson de Melo Machado ucciso da una leonessaGerson, ucciso da una leonessa
Di sicuro, quanto capitato al Wildlife Park non è un caso isolato e, seppur rari, vi sono stati altri incidenti mortali simili in altri zoo del mondo. Nel 2025, un ragazzo di diciannove anni di nome Gerson de Melo Machado è stato ucciso da una leonessa del Parco Zoobotanico Arruda Câmara a João Pessoa, in Brasile. Secondo quanto raccontato dalla Nbc News, la vittima si sarebbe arrampicata sulla struttura laterale della gabbia della leonessa, lasciandosi scivolare da un albero. Come si può vedere da un video pubblicato su X, il ragazzo viene afferrato dall'animale mentre si cala dall'albero, ed ucciso mentre tenta di sfuggirle. A Machado era stata diagnosticata una forma di schizofrenia ed era stato ricoverato più volte a causa di questo problema. Secondo Veronica Oliveira, consulente per il benessere dei giovani che lo aveva avuto in cura, il ragazzo “sognava di domare i leoni in un safari in Africa e una volta aveva cercato di intrufolarsi nel carrello di atterraggio di un aereo sperando di essere portato lì”.
GettyTatiana, la tigre che ha attaccato due volte
Nel 2006 e nel 2007 si sono verificati ben due attacchi condotti dalla stessa tigre siberiana chiamata Tatiana, nata nello zoo di Denver e portata in quello di San Francisco appena un anno prima di tali incidenti senza aver mai dato segni di aggressività. Nel dicembre del 2006, l'animale ha morso un guardiano dello zoo che le stava dando da mangiare, ferendolo gravemente. L'anno dopo, la stessa tigre è riuscita a fuggire dal suo recinto, uccidendo il diciassettenne Carlos Eduardo Sousa Jr e ferendo i fratelli Dhaliwar raggiunti nelle vicinanze del caffè dello zoo dove avevano cercato di ripararsi dall'aggressione dell'animale. Secondo la ricostruzione dell'incidente, i tre ragazzi avrebbero infastidito la tigre con urla, schiamazzi e lancio di oggetti, provocando la reazione della stessa che si sarebbe scagliata su di loro con estrema violenza. All'arrivo dei soccorritori i fratelli Dhaliwar presentavano segni molto profondi di morsi e da artiglio su tutta la parte superiore del corpo, mentre il corpo di Sousa venne rinvenuto vicino al recinto delle tigri e presentava numerose ferite al collo e alla testa, una frattura spinale e una profonda ferita alla giugulare. Nel tentativo di salvare i fratelli Dhaliwar, la bestia è stata uccisa con un colpo di arma da fuoco alla fronte. A seguito dell'indagine condotta per ricostruire la dinamica dell'incidente, risultò che il recinto delle tigri avesse una altezza non conforme agli standard di sicurezza richiesti, essendo alto appena 3,8 metri, e che le persone aggredite avessero fatto uso di alcol e droga e avessero introdotto una bottiglia di vodka anche all'interno dello zoo.
Un caso di cronaca che fece molto discutere e suscitò le proteste degli animalisti, fu quello dell'uccisione del gorilla Harambe a seguito dell'aggressione ad un bambino di quattro anni che si era arrampicato oltre il recinto dell'area riservata ai gorilla nello zoo di Cincinnati, cadendo al suo interno in una sorta di fossato. Harambe, un gorilla di pianura di diciassette anni, lo afferrò per le gambe e lo trascinò in maniera decisa in diversi punti della zona, mostrando, secondo gli esperti, “segni di paura e disorientamento per via delle urla e dell'agitazione dimostrata dalle persone presenti”. I guardiani dello zoo decisero quindi di sparargli, e la morte del gorilla innescò anche all'epoca un dibattito sull'opportunità che tali primati vengano tenuti in cattività.
Appendice 1
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William Chapman
Gerson de Melo Machado ucciso da una leonessa
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