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La preside dell'11enne coinvolto negli scontri: «I suoi occhi sono inconfondibili»

Shock e dolore tra insegnanti e compagni dopo il coinvolgimento del giovane studente negli scontri a Milano.
La preside dell'11enne coinvolto negli scontri: «I suoi occhi sono inconfondibili»
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La preside dell'11enne coinvolto negli scontri: «I suoi occhi sono inconfondibili»
Shock e dolore tra insegnanti e compagni dopo il coinvolgimento del giovane studente negli scontri a Milano.

MILANO - «Ci si sente devastati». È la reazione della preside della scuola frequentata dal bambino di 11 anni, il più giovane tra i manifestanti identificati dopo gli scontri dello scorso fine settimana a Milano. Il ragazzino, ripreso con un passamontagna mentre fugge con merce rubata dai negozi e tenta di sfondare le vetrine di un supermercato, frequenta la seconda media in un istituto comprensivo del quartiere Barona, riporta oggi il Corriere della Sera.

La dirigente scolastica, intervistata, racconta di averlo riconosciuto immediatamente nei filmati circolati sui social. «I suoi occhi, bellissimi, sono inconfondibili. È uno dei momenti più brutti che ho vissuto nella mia carriera».

La notizia ha provocato profondo sconforto tra gli insegnanti. «Alcuni nostri docenti piangevano», racconta la preside, descrivendo un sentimento diffuso di impotenza e fallimento.

Il ragazzino è arrivato in Italia dal Marocco quattro anni fa. Non è chiaro se nel Paese d'origine frequentasse regolarmente la scuola. Dopo i corsi di alfabetizzazione, dalla prima media è stato inserito in un programma educativo personalizzato, con un sostegno rafforzato da parte degli insegnanti.

Secondo la dirigente, presenta diverse fragilità: parla ancora con difficoltà l'italiano e fatica a seguire tutte le ore di lezione. Tuttavia, a scuola non si era mai reso protagonista di episodi di vandalismo o violenza. Anzi, frequenta volentieri le lezioni ed è particolarmente legato ai docenti che lo seguono individualmente.

Il rapporto con la famiglia, ammette la preside, non è semplice. La scuola non ha ancora affrontato direttamente con il bambino quanto accaduto durante gli scontri. Saranno gli insegnanti di riferimento a parlarne con lui nei prossimi giorni, anche se la dirigente non sa se il ragazzino sarà disposto a rispondere.

Dopo gli scontri, l'11enne è tornato regolarmente in classe il lunedì, comportandosi come se nulla fosse successo. Assente il martedì, è rientrato il giorno successivo.

I video, però, sono arrivati anche ai compagni, provocando paura e tensioni. Secondo la preside, il bambino potrebbe non aver compreso pienamente la gravità delle proprie azioni. Preoccupa soprattutto l'esposizione sui social: la notorietà improvvisa rischia di avere effetti controproducenti su di lui.

Per questo la scuola ha deciso di proseguire il programma didattico potenziato, ma temporaneamente fuori dalla classe. Nel frattempo, gli insegnanti hanno affrontato con gli studenti il tema degli scontri e delle responsabilità individuali, spiegando che rubare è un reato e comporta conseguenze anche penali.

Nonostante lo sconforto, la dirigente non intende abbandonare il percorso intrapreso. Descrive l'11enne come un bambino «bellissimo e dolcissimo», ma con difficoltà che lo distinguono dai coetanei. «La scuola ha fatto di tutto, da parte nostra c'è stata grande volontà di aiuto e ausilio. Ora continueremo».

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