Attacco hacker alle casse pensioni: a rischio anche i dati di 27mila ticinesi

L'IPCT ha avviato una denuncia e prepara una comunicazione agli assicurati mentre si attendono conferme sulla reale entità della fuga di dati.
BELLINZONA - Potrebbero essere coinvolti anche 27mila assicurati ticinesi nel maxi attacco informatico che, a fine settembre, ha colpito PK Softech AG, società basilese che fornisce software a numerose casse pensioni svizzere.
Tra i suoi clienti figura infatti l'Istituto di previdenza del Cantone Ticino (IPCT). Al momento, però, non è ancora chiaro se i dati degli assicurati siano stati effettivamente rubati. La notizia è stata anticipata questa sera dal Corriere del Ticino.
«Potenzialmente potrebbero essere coinvolti tutti, ma al momento non ci sono evidenze che i loro dati siano stati effettivamente sottratti», ha spiegato al Corriere del Ticino il direttore dell'IPCT, Daniele Rotanzi.
Il 14 ottobre il fornitore ha confermato la sottrazione di informazioni personali, senza riuscire a identificare le casse pensioni interessate. L'IPCT ha sporto denuncia al Ministero pubblico della Confederazione e sta preparando una comunicazione agli assicurati per metterli in guardia da possibili truffe telefoniche e via e-mail.
Dietro l'attacco c'è il gruppo ransomware Akira, già nel mirino delle autorità federali. Secondo il Tages-Anzeiger, gli hacker avrebbero sottratto informazioni riguardanti oltre 100mila dipendenti ed ex dipendenti della Confederazione, chiedendo un riscatto.
Tra i dati potenzialmente compromessi figurano nomi, numeri AVS, coordinate bancarie e informazioni previdenziali. Non è tuttavia accertato che queste informazioni siano state sottratte anche agli assicurati ticinesi. L'inchiesta è in corso.



