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Il mistero della donna che vive in stazione da mesi: il video

I residenti sono preoccupati in vista dell'inverno. Allertati vari servizi. Ma la signora rifiuta ogni aiuto. Chi è questa persona? I retroscena.
Il mistero della donna che vive in stazione da mesi: il video
Il mistero della donna che vive in stazione da mesi: il video
Davide Giordano tio.ch
Il mistero della donna che vive in stazione da mesi: il video
I residenti sono preoccupati in vista dell'inverno. Allertati vari servizi. Ma la signora rifiuta ogni aiuto. Chi è questa persona? I retroscena.

BIASCA - Da mesi c'è una donna che vive presso la stazione ferroviaria di Biasca. A segnalarlo a tio.ch sono diverse persone che frequentano la struttura. In anonimato. «È qui almeno dalla scorsa primavera – spiega una signora –. Non fa del male a nessuno. È innocua. Però sta per arrivare la stagione fredda e c'è preoccupazione per il suo destino».

Rifiuta gli aiuti
La donna dal canto suo non sembra volere essere aiutata. C'è chi le ha offerto anche una camera. Ma a quanto pare vi è sempre stato un rifiuto da parte della diretta interessata.

«Dorme spesso in un "gabbiotto" tra il binario 2 e il binario 3 – riprende la nostra testimone –. Quello in cui i passeggeri attendono il treno».

Problemi mentali
Ad allarmare chi frequenta la stazione è soprattutto il fatto che la donna avrebbe problemi di natura mentale. «Non sappiamo quanto sia in grado di gestirsi – sottolinea un signore –. Questa estate è andata bene perché faceva caldo. Ogni tanto la si vedeva nei pressi della cascata di Santa Petronilla a rinfrescarsi. Ci chiediamo come andranno le cose con il gelo».

Tante domande
Ma da dove viene questa donna? Ha la pelle di colore scuro e forse ha vissuto qualche trauma. Ogni tanto qualcuno le porge una bottiglietta d'acqua o un panino. E lei ricambia con un sorriso quasi impaurito.

Il caso della "donna della stazione" sarebbe stato segnalato a più riprese sia ai servizi sociali sia alla polizia. Nessuno finora sembra essere riuscito a intervenire in maniera concreta. Perché?

Tentativi vani
Patrick Walser, portavoce delle FFS, contestualizza: «La nostra Polizia dei trasporti è informata sulla situazione. Ma non può intraprendere nulla in quanto la donna di per sé non commette alcun reato. È stata comunque segnalata alle autorità competenti».

Scopriamo che la donna in questione sarebbe nata nel 1982, è originaria dell'Eritrea, e vivrebbe in Ticino ormai da una vita. Qui è stata sposata e ha avuto dei figli. Figli che le sono stati tolti dalle autorità anche a causa della sua salute mentale. Ad averli in custodia sarebbe il padre.

E ci sono altri dettagli degni di nota. I servizi sociali e la polizia (compreso il posto misto di Biasca) avrebbero fatto i salti mortali per cercare di tendere una mano alla donna. In tutti i modi. Invano.

In passato alla donna sarebbe stato offerto un appartamento nel Locarnese. Ma dopo poco tempo la 44enne avrebbe abbandonato lo spazio che le era stato destinato. La donna bazzicherebbe dalle parti di Biasca complessivamente ormai da un paio d'anni, con periodi intervallati nel Canton Uri.

Il caso è conosciuto anche dalla Segreteria di Stato della Migrazione.

Cosa dice il Comune
Molto formale la presa di posizione del Comune di Biasca, interpellato da tio.ch. La riportiamo di seguito.
«In virtù della legislazione in materia di protezione dei dati non ci è possibile prendere posizione su singoli casi. Segnaliamo, a titolo generale, che ogni servizio comunale competente prende a carico situazioni di questo tipo nei limiti di legge e delle competenze attribuite».

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