Cerca e trova immobili
GERMANIA

In fiamme il «Nido dell'Aquila» di Hitler: fermato un motociclista

Le autorità indagano sull'origine dolosa dell'incendio che ha coinvolto uno dei simboli delle Alpi Bavaresi.
In fiamme il «Nido dell'Aquila» di Hitler: fermato un motociclista
AFP
Fonte Ats Ans
In fiamme il «Nido dell'Aquila» di Hitler: fermato un motociclista
Le autorità indagano sull'origine dolosa dell'incendio che ha coinvolto uno dei simboli delle Alpi Bavaresi.

BERCHTESGADEN - Un violento incendio ha devastato il Kehlsteinhaus, il celebre «Nido dell'Aquila» di Adolf Hitler, situato sulle Alpi Bavaresi, nei pressi di Berchtesgaden. Circa 200 pompieri sono stati mobilitati per domare le fiamme, mentre la polizia ha fermato una persona sospetta. Secondo il tabloid tedesco Bild, si tratterebbe di un motociclista intercettato dalle forze dell'ordine mentre si allontanava dalla zona. Gli investigatori stanno valutando anche l'ipotesi di un incendio doloso.

Il rogo è divampato nella serata di venerdì 23 ottobre. Secondo quanto comunicato dalla direzione di polizia dell'Alta Baviera Sud, i primi soccorritori sono arrivati sul posto alle 21.52, trovandosi di fronte a un incendio di vaste proporzioni. L'allarme era stato dato da un rilevatore di fumo installato nell'edificio. Già durante l'avvicinamento, i vigili del fuoco avevano notato alte fiamme levarsi dalla struttura.

Un fermo, ma nessuna accusa
Le cause dell'incendio restano da chiarire. La polizia criminale di Traunstein ha assunto la direzione delle indagini e sta cercando di stabilire se la persona fermata abbia avuto un ruolo nell'accaduto.

«Le indagini della polizia giudiziaria sono in corso», ha dichiarato la portavoce Lisa Maier, precisando che poco dopo l'inizio dell'incendio «una persona sospetta ha attirato l'attenzione degli investigatori».

Secondo quanto riportato dalla Bild, gli agenti avrebbero incrociato un motociclista mentre raggiungevano il luogo dell'incendio. L'uomo sarebbe stato successivamente fermato. Al momento, tuttavia, non è stato accertato alcun collegamento tra la persona sospettata e il rogo.

Operazioni di spegnimento particolarmente difficili
A complicare l'intervento dei pompieri è stata soprattutto la posizione del Kehlsteinhaus, arroccato a 1'834 metri di altitudine su uno sperone roccioso che domina Berchtesgaden.

L'accesso alla struttura con i mezzi di soccorso si è rivelato estremamente difficile. Inoltre, sia l'area circostante sia l'interno dell'edificio potevano essere raggiunti soltanto utilizzando pesanti dispositivi di protezione respiratoria.

«È possibile entrare nell'edificio solo indossando un autorespiratore», ha spiegato la portavoce della polizia.

Nonostante la gravità dell'incendio, al momento non si segnalano feriti. Secondo le informazioni raccolte dalle autorità, nessuno si trovava all'interno del Kehlsteinhaus quando sono divampate le fiamme.

Le operazioni di spegnimento e gli accertamenti sulle cause del rogo sono ancora in corso.

Il rifugio costruito per Hitler
Il Kehlsteinhaus, conosciuto a livello internazionale come «Eagle's Nest» o «Nido dell'Aquila», è uno degli edifici più noti legati alla storia del nazionalsocialismo.

Costruito tra il 1937 e il 1938 sull'Obersalzberg, nei pressi di Berchtesgaden, faceva parte della zona residenziale e governativa riservata ai vertici del regime nazista, all'epoca chiusa al pubblico.

Realizzato in pietra e granito, l'edificio era stato concepito come luogo di rappresentanza politica, destinato anche ad accogliere diplomatici e ospiti stranieri di Adolf Hitler.

La sua effettiva importanza durante il Terzo Reich fu però più limitata di quanto si potrebbe immaginare. Come ricorda lo Zweckverband Bergerlebnis Berchtesgaden sul proprio sito, il cosiddetto «Teehaus» doveva servire come sede di rappresentanza lontana dagli occhi del pubblico.

«In realtà, l'importanza del Kehlsteinhaus rimase limitata», si legge nella ricostruzione storica. Hitler vi ricevette alcuni diplomatici e ospiti stranieri, ma l'edificio fu utilizzato «molto più spesso dall'entourage nazista riunito sull'Obersalzberg per il relax e per feste private».

Dal dopoguerra a oggi
Sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale senza subire danni, il Kehlsteinhaus è stato trasformato nel 1952 in una locanda di montagna con ristorante. Al suo interno è ospitata anche un'esposizione dedicata alla storia dell'edificio e al suo passato durante il regime nazista.

La struttura è oggi una meta turistica delle Alpi Bavaresi. Secondo il sito dello Zweckverband Bergerlebnis Berchtesgaden, la stagione di apertura avrebbe dovuto proseguire fino all'8 novembre.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE