Città blindate e scontri nelle piazze: individuato il presunto organizzatore

Tensioni a Roma, Milano e Bologna. Indagato un 30enne sospettato di gestire il Movimento 17 ottobre. Centocinquanta perquisizioni in venti città.
ROMA - Città blindate, centocinquanta nuove perquisizioni in venti città, fermi preventivi e scontri in diverse piazze. È stata un'altra giornata di tensione per l'ordine pubblico in Italia, anche se non si sono ripetute le violenze e i saccheggi della settimana precedente. A contribuire al contenimento dei disordini è stata anche l'attività preventiva delle forze dell'ordine, impegnate da giorni a intercettare le proteste a sorpresa annunciate dal neonato Movimento 17 ottobre, promotore delle ultime mobilitazioni sfociate in episodi di violenza.
La svolta è arrivata poco prima delle 14.30, l'orario in cui il movimento avrebbe dovuto comunicare sui social i luoghi delle nuove manifestazioni. La polizia ha individuato la presunta mente dietro la pagina Instagram del gruppo: si tratta di Youssef Siher, trentenne italiano di origini marocchine residente in provincia di Brescia. L'uomo, con un percorso accademico in geopolitica, un dottorato di ricerca e un'attività da giornalista freelance, è stato accompagnato in Questura e indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall'utilizzo di strumenti informatici. Nei suoi confronti potrebbe scattare un provvedimento di fermo.
L'indagine è stata condotta dall'Antiterrorismo e dalla Polizia Postale, mentre l'intelligence italiana seguiva già Siher dal 2024 per presunte attività di propaganda. Secondo l'Aisi, il trentenne avrebbe costituito un'organizzazione denominata «Alba nascente», finalizzata alla diffusione della propaganda di Hamas e del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, oltre che al coordinamento logistico delle manifestazioni pro-Palestina e ai rapporti con gli ambienti antagonisti. Grazie alla collaborazione giudiziaria con Meta e al supporto dei fornitori di servizi internet, gli investigatori avrebbero individuato l'indirizzo IP associato al profilo Instagram del Movimento 17 ottobre. Siher è stato successivamente rintracciato nell'abitazione di un'attivista pro-Palestina nel quartiere Corvetto, a Milano. Gli accertamenti, ancora in corso, non avrebbero evidenziato il coinvolgimento di un'organizzazione sostenuta da uno Stato straniero, mentre resta da approfondire l'ipotesi di legami con un movimento strutturato come i Fratelli Musulmani.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si è congratulato con le forze di polizia per l'operazione, assicurando una risposta immediata contro chi organizza violenze. «Non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l'anonimato dei social», ha dichiarato.
Nonostante il mancato lancio delle azioni a sorpresa, le tensioni sono esplose in diverse città italiane. A Roma si sono verificati scontri a poche decine di metri dal Quirinale, con un fitto lancio di bottiglie contro i mezzi blindati della polizia. Poco prima, alcuni manifestanti erano riusciti a entrare nel Colosseo. A Bologna le forze dell'ordine hanno effettuato cariche e utilizzato un mezzo idrante: un giovane è rimasto ferito ed è stato trasportato in ambulanza. Nel centro storico sono state erette barricate, incendiati cassonetti e devastato un distributore di sigarette. Tensioni anche a Torino e Milano, dove mezzi militari Lince e paracadutisti sono stati schierati a protezione di piazza del Duomo. Qui alcune migliaia di manifestanti, soprattutto studenti universitari, si sono confrontati con le forze dell'ordine. A Firenze, quando il corteo ha cercato di raggiungere le vie dello shopping di lusso, si sono registrati lanci di bottiglie e cariche di alleggerimento. Più tranquille, invece, le manifestazioni a Napoli, Padova e Bari.
Il bilancio dei disordini è stato comunque più contenuto rispetto alla settimana precedente, anche grazie alle operazioni preventive. Nelle ore antecedenti alle manifestazioni, diverse centinaia di giovani sono stati identificati e decine di persone sottoposte a fermi preventivi, tra cui alcuni minorenni. Durante i controlli, numerosi manifestanti sono stati trovati in possesso di passamontagna, bombolette spray, maschere e guanti.



