Migliaia in piazza a Tirana, violenti scontri tra manifestanti e polizia

Nuova protesta antigovernativa nella capitale albanese. Lacrimogeni, proiettili di gomma e fuochi d'artificio. Oltre 300 feriti da metà ottobre.
TIRANA - Migliaia di persone sono scese in piazza oggi, sabato 24 ottobre, nella capitale albanese per una nuova manifestazione antigovernativa. La protesta è sfociata in violenti scontri tra dimostranti e forze dell'ordine, con la polizia che ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni e ai proiettili di gomma per disperdere la folla.
La tensione a Tirana è alta da metà ottobre, quando sono iniziate le mobilitazioni contro un progetto di sviluppo legato alla famiglia del presidente statunitense Donald Trump. Da allora, le proteste si sono trasformate in un più ampio movimento antigovernativo, caratterizzato da ripetuti scontri con la polizia. Secondo le autorità, diversi edifici governativi sono stati presi di mira, decine di manifestanti sono stati fermati e oltre 300 persone, tra dimostranti e agenti, sono rimaste ferite.
Durante la manifestazione odierna, le forze dell'ordine hanno utilizzato proiettili di gomma, mentre alcuni partecipanti hanno lanciato fuochi d'artificio contro gli agenti. «C'è molta rabbia», ha dichiarato l'attivista Sidorela Vatnikaj, che ha definito il movimento una «rivoluzione».
«Non è solo una questione che riguarda gli studenti», ha spiegato l'attivista. «Non si tratta soltanto di battaglie ambientaliste. È una questione che attiene ai diritti e allo stato di diritto». Parole che testimoniano come la mobilitazione abbia ormai assunto una portata più ampia rispetto alle rivendicazioni iniziali.
Il ministero della Salute albanese ha comunicato che negli scontri di oggi sono rimaste ferite diverse persone, tra cui nove manifestanti, due giornalisti e tre agenti di polizia. Gli organizzatori non intendono fermarsi e hanno già annunciato una nuova giornata di proteste per domani, domenica 25 ottobre, a partire dalle 12.



