La Popillia si diffonde, ma il caldo ci mette una pezza

Il bilancio della Strategia di contenimento 2026 del Cantone è tutto sommato positivo. A contribuire il caldo e la siccità eccezionali di questa annata.
BELLINZONA - Continua la diffusione della (temutissima) Popillia japonica, ma - stando a quanto riferito dal Cantone - la Strategia di arginamento starebbe funzionando, e i danni all'agricoltura non sarebbero cresciuti con la popolazione del parassita.
A comunicarlo è lo stesso Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE) tramite la sua Sezione dell'agricoltura che riporta come anche il «monitoraggio intensivo dei Comuni con l’ausilio di trappole a feromoni si è concluso in maniera soddisfacente».
In generale, quindi, «rispetto al 2025 la presenza di adulti di Popillia japonica (Pj) è stata superiore in tutta la zona infestata, ma non sono stati segnalati danni significativi alla produzione agricola».
Per quanto infestante la Popillia, ormai installatasi nel nostro territorio, non può più essere eradicata e quindi l'unica soluzione è il contenimento. Da cui l'istituzione della Strategia cantonale, a febbraio 2026. Questa, fra le altre cose, ha portato al posizionamento di 3'400 trappole ai feromoni per il monitoraggio intensivo, che non sono sfuggite agli occhi dei residenti dei 71 comuni interessati.
Ad aiutare il contenimento dei danni è stato anche il clima che, viste le temperature elevate e stabili, ha portato a uno sviluppo simultaneo delle larve permettendo agli agricoltori di proteggere i propri raccolti in un'unica finestra relativamente ristretta. La scarsità di precipitazioni ha inoltre permesso ai prodotti fitosanitari di “schermare” al meglio le coltivazioni.
«Il monitoraggio intensivo attuato dai Comuni della zona infestata ha permesso di catturare circa 28 milioni di insetti adulti nel corso della stagione. Grazie a questa attività e all’analisi più dettagliata dei dati raccolti sarà possibile definire le zone a maggiore infestazione, dove la lotta potrebbe essere ottimizzata e rafforzata ulteriormente», spiega la Sezione dell'agricoltura.
Nel corso dell’inverno verrà definita la nuova zona infestata e saranno individuate le strategie di monitoraggio e le misure di lotta per il 2027.



