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Chiesa su Cassis: «A breve dovrà riflettere sulla sua sostituzione»

Il consigliere agli Stati rilancia il tema della rappresentanza italofona nel Consiglio federale e sottolinea l'ormai decennale attività a Berna del Consigliere federale
Chiesa su Cassis: «A breve dovrà riflettere sulla sua sostituzione»
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Chiesa su Cassis: «A breve dovrà riflettere sulla sua sostituzione»
Il consigliere agli Stati rilancia il tema della rappresentanza italofona nel Consiglio federale e sottolinea l'ormai decennale attività a Berna del Consigliere federale

LUGANO - Marco Chiesa punta al Consiglio federale. E lo fa, in qualche modo, facendo i conti in tasca a Ignazio Cassis. Al centro della decisione del consigliere agli Stati - come ha spiegato questa mattina durante un'intervista in diretta a Ticino Express (su Radio Ticino) - ci sarebbe il futuro della presenza italofona nell'Esecutivo federale. Una questione che, secondo Chiesa, diventerà particolarmente importante quando arriverà il momento di sostituire Ignazio Cassis.

«La nostra Costituzione chiede che ci sia una rappresentatività garantita nel corso degli anni e ritengo che questa candidatura possa permetterla», ha spiegato. Cassis, insomma, guarda oltre l'attuale composizione del Governo: «Quando si tratterà di sostituire Ignazio Cassis, che penso sia un segreto di Pulcinella... A breve dovrà riflettere anche lui su questo. Ormai è il decano del Consiglio federale».

Il rischio, a suo giudizio, è quello di ritrovarsi nuovamente senza una voce ticinese a Berna per un periodo molto lungo. Uno scenario che considera «un vero peccato», soprattutto alla luce delle sfide che attendono il Cantone.

«Un ticinese potrebbe essere una sentinella»
Ma cosa potrebbe fare concretamente Chiesa per il Ticino, considerando che - almeno per ora - nell'Esecutivo siede ancora Cassis? Interrogato su questo punto, il consigliere agli Stati ha insistito sulla necessità di garantire continuità alla rappresentanza della Svizzera italiana. Tra i dossier più importanti ha citato i rapporti con l'Unione europea, la ripresa dinamica del diritto europeo e le difficoltà che i giovani incontrano sul mercato del lavoro. «Queste cose noi le viviamo in maniera particolarmente incisiva e solo dopo arrivano in Svizzera interna, a mio modo di vedere», ha osservato Chiesa. «Io penso che un ticinese potrebbe essere una sentinella di quello che la Svizzera potrebbe diventare e che non vuole che diventi», ha poi aggiunto.

«Allargare anche a qualcuno fuori dagli schemi»
Riguardo al congresso cantonale dell'UDC in programma domani ad Ascona, e alle candidature in vista delle prossime elezioni, Chiesa ha confermato la domanda sulla possibilità di presentare una squadra composta da due candidati della Lega, due dell'UDC e uno proveniente dalla società civile: «Sì, andiamo in quella direzione lì», ha dichiarato, precisando che tra i nomi figura quello dell'uscente Piero Marchesi, «evidentemente a disposizione».

Per conoscere il secondo candidato bisognerà invece attendere: «Domani diremo anche qual è il secondo». «È una persona molto in gamba», ha quindi concluso.

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